Concorso Inps 2026 per 1.695 funzionari: il bando, come iscriversi, quando scade, i requisiti e lo stipendio

L’INPS apre uno dei concorsi più importanti del 2026: i posti disponibili che inizialmente dovevano essere 1.024 diventano 1.695, dopo l’ampliamento di 671 unità deciso dal Consiglio di Amministrazione il 24 giugno scorso.

Una notizia, come precisa leggo, che cambia le carte in tavola per migliaia di laureati che sognano un posto fisso nella pubblica amministrazione.

Il concorso è aperto a chi possiede una laurea magistrale (o equivalente) in ambito giuridico, economico, umanistico o ingegneristico. Ecco tutto quello che devi sapere, in breve.

Il bando assume Funzionari di Area dei Servizi, con tre specializzazioni possibili: progettazione, erogazione e controllo dei servizi previdenziali.

Contratto a tempo indeterminato, assunzione in tutta Italia.

I posti più numerosi si concentrano nelle grandi città:

  • Roma (Direzione di coordinamento metropolitano): 215
  • Direzione Generale: 220
  • Milano: 196
  • Lombardia: 190
  • Emilia Romagna: 182
  • Piemonte: 154
  • Toscana: 148
  • Napoli: 90
  • Veneto: 96

Gli altri posti sono distribuiti tra le restanti regioni italiane, con numeri più piccoli ma comunque presenti ovunque.

Bastano pochi requisiti essenziali:

  • Cittadinanza italiana, UE o equiparata (anche rifugiati e titolari di protezione sussidiaria)
  • Almeno 18 anni, nessun limite massimo di età
  • Laurea magistrale, specialistica o vecchio ordinamento in una delle discipline ammesse: giurisprudenza, economia, scienze politiche, sociologia, lettere, psicologia, ingegneria gestionale e molte altre
  • Chi ha conseguito il titolo all’estero può comunque candidarsi, con riserva, regolarizzando il riconoscimento entro 15 giorni dalla graduatoria finale.

La procedura si gioca in due fasi possibili:

1. Preselezione (solo se le domande superano le 4.000) 60 quiz a risposta multipla su logica, comprensione verbale, inglese, informatica e cultura generale. Passano i primi candidati, in numero doppio rispetto ai posti disponibili.

2. Prova scritta divisa in due parti:

Sezione A: analisi di testi tecnico-giuridici con domande a completamento (cloze test) su diritto del lavoro, previdenza, legislazione sociale e PA digitale
Sezione B: casi pratici e scenari operativi, per valutare capacità decisionali, problem solving e competenze relazionali

Attenzione: bisogna prendere almeno 21/30 in entrambe le sezioni. Anche un solo punteggio sotto soglia fa fallire l’intera prova.

Oltre alla prova, si possono guadagnare fino a 10 punti con:

  • Voto di laurea alto (fino a 2 punti per il 110 e lode)
  • Una seconda laurea nelle materie del bando (fino a 3 punti)
  • Master o dottorato di ricerca (fino a 5 punti)

Lo stipendio annuo lordo si aggira tra i 28.000 e i 32.000 euro, con CCNL Funzioni Centrali, più eventuali indennità e componenti variabili legate alla produttività.

La domanda si presenta online sul portale InPA, con SPID, CIE, CNS o eIDAS. C’è tempo fino al 27 luglio 2026 alle 23:59 — meglio non aspettare gli ultimi giorni, quando il portale tende a sovraccaricarsi.

Ogni candidato può scegliere una sola sede tra quelle del bando, e può modificare la domanda fino alla scadenza: conta solo l’ultimo invio.

Le informazioni di questo articolo hanno carattere informativo. Per i dettagli ufficiali su requisiti, scadenze e modalità di partecipazione, consulta sempre il bando pubblicato su InPA.