Basilicata, corsa al vaccino: le dosi disponibili coprono meno del 30% degli aventi diritto! La denuncia

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Dott. Erasmo Bitetti, segretario SIMG Matera (Società Italiana di Medicina Generale):

“È arrivato il vaccino? Perché non me lo ha messo da parte?

È questo il tenore, nella migliore delle ipotesi, delle telefonate che da giorni arrivano ai medici di famiglia da un capo all’altro della regione.

Quando al termine di una giornata lavorativa di 8 ore (altro che le 15 a settimana di cui parla la Gabanelli) capita di subire le ingiurie di persone che si sentono defraudate di un loro diritto non basta spiegare, a propria giustificazione, che non si è stati in grado di riservare una dose di vaccino neanche per la propria madre di 97 anni in ossigenoterapia domiciliare!

Ma tant’è, per la Regione di vaccini (quando e se arriveranno) ce ne sarà per tutti.

Allora permettete che anche noi medici di famiglia diamo dei numeri: per la mia popolazione assistita di 530 persone ultrassessantenni ho ricevuto, a metà Ottobre, solo 120 dosi di vaccino Fluad (il vaccino riservato alla popolazione più anziana) e 70 dosi di Vaxigrip, quest’ultimo riservato ai pazienti di tutte le età con patologie croniche, stimati in non meno di 220 persone.

Dal personale del centro vaccinale della Asm di Matera apprendiamo che a ciascun medico potrebbero spettare, a fine mese, solo 50 dosi aggiuntive di vaccino, per un totale complessivo quindi di 240 dosi a fronte delle 750 necessarie.

Che dire?

Lo scorso anno, in epoca precovid, ho sottoposto a vaccinazione un totale di 282 persone di cui 199 di età pari o superiore a 65 anni.

Già ai primi di ottobre la Fondazione Gimbe certificava, sulla base degli ordinativi di acquisto e delle gare andate deserte, che la Basilicata, ultima tra le regioni italiane, avrebbe avuto una disponibilità di vaccino per gli aventi diritto di solo il 29%. I fatti sembrano dare ragione a questa previsione.

Sappiamo che quest’anno i problemi di approvvigionamento sono stati comuni a molte regioni ma, per non diventare vittime della rabbia collettiva, chiediamo almeno che quando i conti non tornano dall’inizio si dica la verità piuttosto che giocare con i numeri”.

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