Diga Rendina: il Ministero dà l’ok tecnico al progetto esecutivo per il ripristino dello sbarramento di Lavello. I dettagli

Il progetto esecutivo per il ripristino della diga del Rendina, nel territorio di Lavello, ha ottenuto l’approvazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

È un passaggio decisivo che apre le porte alla gara d’appalto, segnando il passaggio dalla fase progettuale a quella dell’affidamento dell’intervento.

Un avanzamento fondamentale verso l’apertura del cantiere, nel rispetto delle prescrizioni tecniche indicate dal Ministero.

Il provvedimento, emesso dalla Direzione generale per le Dighe e le Infrastrutture idriche, dà infatti il via libera a seguito delle ulteriori attività tecniche richieste ed eseguite nella scorsa estate, in modo particolare dopo la seconda verifica sismica.

Si compie così un nuovo passaggio nell’iter dell’intervento, finanziato con 113,7 milioni di euro attraverso il Programma nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI), per un invaso dalla capacità di 20 milioni di metri cubi d’acqua.

Così il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe:

“È una notizia di grande rilievo per il Lavellese e per l’intera area nord della Basilicata.

Il Ministero ha riconosciuto la rispondenza del progetto alle osservazioni formulate durante l’istruttoria, consentendoci di avanzare verso la fase realizzativa.

Parliamo di un’opera attesa da anni, da cui dipendono prospettive importanti per le attività produttive e la gestione della risorsa idrica. Il lavoro prosegue con serietà, nella consapevolezza che ogni passaggio deve offrire le necessarie garanzie di sicurezza”.

Il provvedimento conclude una fase di approfondimenti avviata dopo il parere favorevole sul progetto di fattibilità tecnica ed economica, rilasciato nel marzo 2025.

Il Consorzio di Bonifica della Basilicata, soggetto proponente e gestore, ha presentato gli elaborati esecutivi nel corso del 2026, integrandoli alla luce delle osservazioni ministeriali.

L’ultima revisione ha riguardato soprattutto il sistema dello scarico di superficie, le connessioni con il corpo diga, il cunicolo e alcuni manufatti accessori, con particolare attenzione alla spalla destra dello sbarramento.

La Direzione generale per le Dighe ha accertato in linea tecnica che le integrazioni forniscono una risposta sostanziale ai rilievi sollevati.

Commenta Pepe:

“Quando si parla di opere di simili complessità e dimensioni il lavoro invisibile ai più, ma che impegna donne, uomini, mezzi e risorse, è essenziale per centrare l’obiettivo.

Noi continueremo a rispondere con il lavoro e con i risultati. Non coltiviamo il gusto della polemica a tutti i costi”.

Il percorso amministrativo e progettuale aveva già raggiunto un passaggio decisivo con il decreto di finanziamento del 16 settembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 ottobre successivo.

Nel luglio scorso il Consorzio aveva affidato le attività preliminari di rimozione della vegetazione e avviato la procedura per la demolizione e ricostruzione della Casa di Guardia. L’approvazione tecnica si inserisce in questa successione di atti.

Conclude Pepe:

“Avevo anticipato la buona notizia il 3 novembre durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alle infrastrutture, perché riguarda direttamente il futuro produttivo di una parte importante della nostra regione.

Ringrazio il ministro Matteo Salvini per l’attenzione che continua a riservare alla Basilicata.

Quando Governo nazionale e Regione sono allineati, come nel nostro caso, i risultati arrivano. L’operazione procede, senza scorciatoie e senza perdere di vista l’obiettivo, che è quello di restituire al Rendina la sua funzione e offrire nuove prospettive alle comunità e alle attività produttive che contano su questa infrastruttura”.