Interessante e molto partecipata è stata la presentazione del saggio “Medioccidente”, un’alternativa geografica, politica, culturale (Marsilio,2026) di Giuseppe Lupo tenutasi presso l’auditorium del centro culturale Nitti di Melfi.
L’evento, organizzato dall’Associazione “Francesco Saverio Nitti”, è stato introdotto dal direttore Gianluca Tartaglia che ha sottolineato l’importanza della l’ultima fatica letteraria dell’autore. “In un momento storico in cui l’Occidente è da più parti tacciato di declino o addirittura di fallimento, Giuseppe Lupo immagina un altro modo di essere e di pensarsi occidentali: il Medioccidente, appunto.
Un luogo-non luogo al quale concorrono letteratura, economia, sentimento religioso, storia, antropologia.
In esso la civiltà occidentale non viene negata ma s’arricchisce, scavalcando frontiere reali o ideali, facendone un motivo di incontro, di dialogo e di commistione”.
Una “terzavia”, come la definisce Lupo, che è stata illustrata nel corso dell’intenso e gradevole dialogo intercorso tra l’autore e la giornalista Eva Bonitatibus.
“Dov’è il Medioccidente? Quali sono i suoi confini? Qual è la sua estensione? Il Medioccidente – ha affermato la direttrice della rivista culturale on line goccedautore.it- non si trova sulle cartine geografiche, non è un luogo precisato, ma è una comunità di luoghi. Sorge laddove Occidente e Oriente hanno fallito come categorie storicizzate.
Il Medioccidente è una comunità, un insieme di esperienze travestite da ragioni morali. Il Medioccidente è la ‘terzavia’, un progetto culturale che unisce e umanizza riscoprendo una comune matrice. Il Medioccidente è il libro di Giuseppe Lupo, è un’arca di Noè dove i tanti libri citati sono stati fatti salire a bordo per preservarne la memoria.
E la letteratura è la bussola per orientarsi in questo inedito Medioccidente, una sorta di Eden laico dove le grandi narrazioni, l’epica a dispetto della cronaca, possa salvarci dalla disumanità”.
Soddisfazione è stata espressa dall’autore al termine dell’incontro che ha riscosso il consenso unanime dei partecipanti.
“Mi ha colpito la partecipazione del pubblico e anche lo stato di sospensioni in cui i presenti hanno seguito la presentazione – ha dichiarato Giuseppe Lupo-. Se è vero che uno degli elementi indicativi del Medioccidente è la terzavia, ho avuto l’impressione che si aspettassero da un momento all’altro il manifestarsi di un pensiero politico che rimandasse a quel tipo di contesto. Un Novecento che si trascinasse nel Duemila”.


































