Il prezzo dell’energia elettrica in Italia torna sui livelli della crisi energetica del 2022.
Martedì 3 novembre 2026 il Pun, il Prezzo unico nazionale, si attesta a 273,65 euro per megawattora.
Il dato, pubblicato dal Gestore dei Mercati Energetici, segna una lieve flessione rispetto ai 282,30 euro di lunedì 2 novembre, ma conferma quotazioni particolarmente elevate per il mercato elettrico italiano.
L’indice, sottoline atoday, si riflette poi sulla componente energia delle bollette della luce.
Per ritrovare prezzi giornalieri simili bisogna tornare indietro a dicembre 2022, quando l’Europa affrontava le conseguenze della crisi energetica legata all’invasione russa dell’Ucraina.
Per trovare quotazioni giornaliere dell’elettricità comparabili con quelle registrate all’inizio di novembre bisogna tornare a dicembre 2022. Erano i mesi più duri della grande crisi energetica europea, con quotazioni record del gas naturale che avevano trascinato verso l’alto anche il prezzo dell’elettricità.
Il Pun medio di dicembre 2022 raggiunse 294,91 euro per megawattora, mentre il record assoluto mensile era stato toccato pochi mesi prima, nell’agosto 2022, con 543,15 euro per megawattora. Da allora il mercato elettrico aveva conosciuto una progressiva riduzione dei prezzi.
Nel corso del 2026, però, le quotazioni sono tornate a crescere rapidamente.
A settembre il Pun medio mensile ha raggiunto 207,54 euro per megawattora, salendo a circa 230,82 euro a ottobre. Il prezzo giornaliero previsto per martedì 3 novembre, pari a 273,65 euro, supera del 18,6% la media di ottobre, mentre quello del 2 novembre risultava ancora più elevato.
I prezzi dell’elettricità sono strettamente connessi al mercato del gas naturale.
In Italia, infatti, una quota importante dell’elettricità viene prodotta nelle centrali termoelettriche alimentate a gas.
Nel funzionamento del mercato elettrico, quando questi impianti sono necessari per soddisfare la domanda, i costi di produzione possono contribuire a determinare il prezzo pagato anche per l’energia generata da altre fonti.
Anche l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), ha spiegato che sulle tariffe degli ultimi tre mesi del 2026 avrebbe continuato a pesare “l’instabilità del quadro geopolitico internazionale”, con effetti sulle materie prime energetiche e in particolare sul gas naturale.
Per capire quanto può incidere un prezzo dell’energia così elevato è possibile fare una simulazione sui consumi domestici.
Se si considera come riferimento la “famiglia tipo”, così come viene fatto nei documenti ufficiali Arera, che consuma 2.700 kilowattora all’anno, la differenza tra il prezzo medio di ottobre, pari a 230,82 euro per megawattora, e quello giornaliero del 3 novembre, pari a 273,65 euro, è di 42,83 euro per megawattora, ossia 4,283 centesimi per kilowattora.
Se il prezzo medio dell’intero mese di novembre dovesse stabilizzarsi a 273,65 euro per megawattora, la sola componente energia costerebbe circa 9,64 euro in più al mese, rispetto a uno scenario con il Pun medio di ottobre.
Il rischio per i consumatori dipenderà soprattutto dalla durata della nuova fase di prezzi elevati: un aumento limitato a poche giornate avrà infatti un impatto contenuto sulla media mensile.
Se invece le quotazioni continueranno a mantenersi vicine ai 270-280 euro per megawattora, l’effetto sulle forniture a prezzo indicizzato sarà più significativo.
Il prezzo dell’energia all’ingrosso non coincide con quello pagato dai consumatori. I 273,65 euro per megawattora rappresentano il valore di riferimento del mercato elettrico. Per questo motivo, le conseguenze dei rincari dipendono soprattutto dal contratto di fornitura.
Chi ha una tariffa a prezzo variabile indicizzata al Pun è direttamente esposto alle oscillazioni del mercato.
In questi contratti il prezzo della componente energia viene generalmente determinato utilizzando l’indice medio del periodo di fatturazione, al quale si aggiungono gli eventuali corrispettivi previsti dall’offerta.
Chi ha sottoscritto un’offerta a prezzo fisso, invece, mantiene il prezzo della componente energia previsto dal contratto per la durata concordata.
Il rincaro del Pun non comporta un aumento automatico di questa voce. Anche i clienti del Servizio a Tutele Graduali sono esposti all’andamento del mercato, perché le condizioni economiche prevedono una componente variabile calcolata sui valori effettivi del Pun.
Per verificare il proprio contratto e confrontare le offerte disponibili sul mercato è possibile utilizzare il Portale offerte di Arera, il servizio pubblico gratuito che permette di confrontare le tariffe dell’elettricità in base ai propri consumi.

































