Basilicata, la svolta per gli anziani: ecco il piano che può cambiare la regione

La crisi del welfare richiede un cambio di prospettiva: mettere al centro le persone, rafforzare i servizi e costruire una rete di collaborazione tra istituzioni, imprese e società.

Una sfida che riguarda da vicino anche la Basilicata, alle prese con l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento delle aree interne e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari e sociali.

A sottolinearlo è Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata, che prende spunto dall’articolo di Aldo Bonomi, “Un modello d’impresa responsabile contro la crisi del welfare”, pubblicato su Il Sole 24 Ore del 27 ottobre.

Bonomi richiama la necessità di ricucire i legami tra economia e società, superando la frammentazione degli interventi e promuovendo nuove reti territoriali.

Dichiara Vaccaro:

“È una riflessione importante anche per la Basilicata.

Non possiamo permettere che le distanze geografiche si trasformino in distanze nei diritti.

Per molti anziani raggiungere un ambulatorio, ottenere una visita specialistica o accedere ai servizi sociali è ancora difficile.

Allo stesso tempo, tante famiglie sono lasciate sole ad affrontare il peso economico e organizzativo dell’assistenza”.

Per la Uil Pensionati occorre rafforzare la sanità territoriale e l’assistenza domiciliare, sostenere le persone non autosufficienti e i caregiver, potenziare i trasporti sociali nelle aree interne e tutelare il potere d’acquisto dei pensionati con redditi più bassi.

Fondamentale anche promuovere servizi di prossimità e iniziative contro l’isolamento e la solitudine.

Per Vaccaro:

“Il welfare non può essere considerato una spesa residuale, né può essere delegato esclusivamente alle famiglie o al volontariato.

Serve una strategia che metta in rete Regione, Comuni, aziende sanitarie, sindacati, Terzo settore e mondo produttivo. Anche le imprese possono contribuire al benessere delle comunità, ma il loro ruolo deve integrare, e non sostituire, le responsabilità pubbliche”.

La Uil Pensionati Basilicata chiede quindi l’apertura di un tavolo permanente di confronto sul welfare lucano, per individuare bisogni, risorse e obiettivi concreti, con particolare attenzione alle aree più fragili e ai piccoli comuni.

Conclude Vaccaro:

“Come evidenzia Bonomi, la crescita economica da sola non basta se non è accompagnata dalla coesione sociale.

Per la Basilicata questo significa contrastare lo spopolamento anche attraverso servizi efficienti, assistenza e opportunità per tutte le generazioni.

Chiediamo alla Regione e ai Comuni di costruire un vero patto sociale, nel quale i pensionati siano interlocutori attivi e protagonisti delle scelte. Investire nel welfare significa investire nel futuro della nostra regione”.