Treni, riapertura Potenza-Foggia: queste le ultime notizie

“La flotta ferroviaria lucana è stata potenziata e ammodernata in maniera consistente ed evidente.

Ora Trenitalia utilizza le infrastrutture disponibili per riportare i treni sulla direttrice Potenza-Foggia, che sarà riaperta.

È questa la notizia che conta”.

Così scrive il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Basilicata, Pasquale Pepe che aggiunge:

“Restituiamo ai cittadini un collegamento ferroviario importante e continuiamo, contemporaneamente, a investire sull’efficienza della rete.

La tratta Potenza-Melfi è chiusa da agosto 2025 a causa del dissesto del viadotto Tiera, di cui è titolare la Provincia di Potenza.

La sua riapertura rende necessario l’invio di materiale rotabile diesel dal deposito di Taranto, il più vicino disponibile.

I convogli raggiungeranno Potenza, come comunica Trenitalia, utilizzando i servizi commerciali esistenti sulla Taranto-Potenza.

È lo stesso sistema utilizzato quando la prosecuzione della Potenza-Foggia oltre Melfi è stata interrotta per il cedimento strutturale che ha reso inagibile la galleria Capraia 2.

La ragione è semplice.

Il materiale diesel era previsto proprio per i servizi sulla Potenza-Foggia, direttrice non ancora elettrificata.

Con l’interruzione, i convogli non possono raggiungere Potenza provenendo da Foggia.

Per garantire il servizio ferroviario sulla Potenza-Melfi, quindi, devono essere trasferiti dal deposito di Taranto percorrendo la Taranto-Potenza, che è elettrificata.

Il loro utilizzo su quest’ultima relazione risponde dunque a un’esigenza logistica legata alla riapertura della tratta per Melfi e non rappresenta in alcun modo un ritorno al passato o una sostituzione della nuova flotta elettrica regionale.

Resta infatti pienamente operativo l’intero programma di rinnovo del materiale rotabile.

Tutta la flotta dei nuovi treni elettrici Pop della Basilicata continua a circolare sulla relazione Taranto-Potenza-Salerno-Napoli, dove si concentra una parte rilevante dell’utenza lucana.

Proprio sulla Potenza-Salerno è stata completata l’introduzione dei nuovi treni elettrici Pop.

Sono otto complessivamente i nuovi convogli previsti dal Contratto di servizio tra Regione Basilicata e Trenitalia.

Il piano di ammodernamento è stato finanziato con circa 98 milioni di euro, di cui circa 51 milioni destinati all’acquisto dei nuovi treni elettrici.

La Regione Basilicata ha contribuito con circa 42 milioni di euro attraverso risorse PNRR e PSC, mentre circa 56 milioni sono assicurati dall’autofinanziamento di Trenitalia.

Il rinnovo ha consentito di abbassare l’età media della flotta lucana da 19 a 11 anni.

I treni Pop possono trasportare oltre 500 passeggeri e dispongono di 12 postazioni per biciclette con prese elettriche per la ricarica, spazi riservati alle persone con disabilità, prese di alimentazione per dispositivi elettronici, illuminazione a led e sistemi di insonorizzazione.

Sul fronte ambientale sono riciclabili fino al 96 per cento e garantiscono una riduzione del 30 per cento dei consumi energetici rispetto ai modelli precedenti.

I pendolari conoscono bene la realtà perché questi treni li utilizzano ogni giorno e sanno che la flotta circolante è stata arricchita in maniera significativa.

È curioso, invece, assistere a obiezioni capziose sui finanziamenti regionali per il rinnovo dei mezzi e, contemporaneamente, ascoltare proteste per la temporanea sospensione del Frecciarossa che era stata determinata proprio dagli interventi tecnici di ammodernamento della rete.

In sostanza, ci si lamenta degli investimenti quando vengono fatti e ci si lamenterebbe della loro assenza se non venissero fatti.

È un’incongruenza che evidentemente affonda le proprie radici in un’ideologia militante novecentesca, invecchiata male insieme a chi continua a riproporla.

Se ne faranno una ragione.

La Basilicata sta cambiando pelle sul fronte delle infrastrutture e del trasporto collettivo, su gomma e su rotaia.

Il dissenso è sempre legittimo, ma dovrebbe misurarsi con la verità dei fatti.

E la verità è fatta di atti, risorse stanziate, cantieri e nuovi mezzi.

Noi abbiamo lavorato e continueremo a lavorare con queste coordinate”.