Stellantis Melfi, i sindacati chiedono garanzie per i lavoratori dei servizi

La denuncia arrivata in questi giorni dall’UGL sui lavoratori Iscot impiegati nei servizi di pulizia e mensa dello stabilimento Stellantis di Melfi non coglie di sorpresa FILCOM CONFSAL Basilicata.

Il Segretario Generale Donato Rosa la conosce da dentro, perché quella stessa vertenza porta la sua firma fin dal primo giorno, quando ancora nessuno voleva ammettere che il problema esistesse.

«Condivido parola per parola quello che oggi denunciano i colleghi dell’UGL, Domenico Pezzolla e Giuseppe Palumbo, sulla condizione dei lavoratori Iscot», dichiara Rosa.

«Hanno ragione a chiedere un tavolo regionale vero, con impegni e scadenze, e non l’ennesima passerella. Ma permettetemi di dirlo con franchezza: quello che oggi si scopre come emergenza, io e Michele Sannazzaro lo denunciavamo, con tanto di numeri e tabelle, già nel marzo del 2021».

I fatti sono scritti nero su bianco sui giornali dell’epoca.

Il 5 marzo 2021, quando Rosa era segretario regionale della Uiltucs e Sannazzaro segretario della Filcams Cgil di Potenza, i due sindacalisti misero nero su bianco, tabella alla mano, i tagli imposti dal gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa ai servizi di ristorazione e pulizie dell’indotto di Melfi: riduzioni che andavano dal 40 al 62% a seconda dell’unità produttiva, con la perdita del 50% dei posti di lavoro nei servizi collegati allo stabilimento.

Già allora Rosa e Sannazzaro chiedevano l’apertura di un tavolo di unità di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico e di un tavolo regionale, denunciando che il gruppo aveva operato quei tagli senza confrontarsi con le parti sociali.

Un anno dopo, nel febbraio 2022, la stessa Filcams e la stessa Uiltucs tornarono a denunciare che Stellantis aveva tagliato del 50% i servizi di pulizia nello stabilimento di Melfi, mettendo a rischio 50 posti di lavoro della Iscot, e chiesero un patto di sito per Melfi, definendo quanto stava accadendo «la cronaca di una morte annunciata».

Due mesi dopo, nell’aprile 2022, i lavoratori della Iscot scesero in presidio davanti alla sede della Regione Basilicata insieme a Rosa e Sannazzaro, che in quell’occasione ricordarono come lo stabilimento fosse passato da 7.300 a poco più di 6.300 dipendenti diretti, con oltre mille posti di lavoro persi, mentre l’allora amministratore delegato del gruppo incassava una retribuzione di circa 20 milioni di euro per il solo 2021.

In quella stessa occasione i due sindacalisti chiesero formalmente un incontro all’allora presidente della Regione Vito Bardi e all’allora assessore alle Attività Produttive Alessandro Galella per avere risposte sul futuro del personale dei servizi.

«Quel primo incontro in Regione sulla crisi Stellantis si tenne solo ed esclusivamente per iniziativa mia e di Michele Sannazzaro», ricorda oggi Rosa. «L’allora assessore Galella non aveva capito nulla di quello che stava per succedere, esattamente come i sindacati confederali, che in quei mesi aspettavano soltanto le rassicurazioni verbali di Carlos Tavares invece di aprire una vertenza seria. Il risultato lo vediamo oggi, cinque anni dopo: gli stessi problemi, con gli stessi lavoratori, che si ritrovano a chiedere le stesse cose che noi chiedevamo allora».

Da qui la conclusione che FILCOM CONFSAL Basilicata rivolge oggi all’intero panorama sindacale lucano. «Non ce l’ho con l’UGL, anzi: fanno bene a chiedere un tavolo sui multiservizi e sull’indotto, ed è una battaglia che condividiamo integralmente», prosegue Rosa.

«Il problema è un altro: troppi lavoratori negli anni si sono affidati a sigle che, onestamente, non avevano capito nulla di quello che stava accadendo, e che ancora oggi si limitano ad abbaiare alla luna invece di incidere sui fatti.

La narrazione non serve a nessuno. Serve un tavolo regionale con la Regione, la Presidenza della Giunta, l’assessorato alle Attività Produttive, Stellantis e la Iscot, che fissi impegni concreti e scadenze verificabili sulla continuità occupazionale, sugli ammortizzatori sociali e sulla programmazione degli appalti, non l’ennesimo comunicato buono per le cronache e dimenticato il giorno dopo».

FILCOM CONFSAL Basilicata annuncia quindi la propria disponibilità a partecipare, insieme a UGL e a tutte le sigle realmente interessate al risultato, a un tavolo unitario sui multiservizi e sull’indotto Stellantis, da convocare con urgenza da parte della Regione Basilicata.

«Chi come noi ha visto arrivare questa crisi con cinque anni di anticipo», conclude Rosa, «ha anche il dovere di dire con chiarezza che il tempo delle rassicurazioni è scaduto.

Dietro ogni lavoratore della Iscot c’è una famiglia lucana che aspetta risposte da anni, non da oggi. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, a patto che il tavolo produca impegni e non l’ennesima passerella.