A Monteserico il paesaggio è diventato racconto, esperienza e spazio di incontro.
Il 13 agosto, negli spazi del Castello, la serata “Voltaica – suoni, visioni e costellazioni a Monteserico” ha accompagnato l’inaugurazione della prima installazione temporanea del Museo del Paesaggio di Monteserico, portando al pubblico il risultato di un percorso costruito nei mesi insieme alla comunità.
L’iniziativa rappresenta uno dei momenti più significativi di “Paesaggi Volontari – Il Museo del Paesaggio di Monteserico”, progetto promosso da A.P.S. Spaziogiovani Genzano ETS e sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD nell’ambito del Bando Volontariato 2024, con l’obiettivo di promuovere il paesaggio come bene comune, spazio educativo e luogo di relazione attraverso il coinvolgimento diretto della comunità.
In questi mesi il progetto ha coinvolto cittadini, scuole, associazioni, volontari, ricercatori e istituzioni attraverso laboratori, mappature di comunità, passeggiate, raccolta di testimonianze e momenti di confronto.
Un percorso che ha intrecciato saperi, memorie e nuovi sguardi sul territorio e che trova ora una prima restituzione pubblica nell’allestimento del Museo del Paesaggio.
A dare forma allo spazio museale è stato il DIUSS – Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo dell’Università degli Studi della Basilicata, partner del progetto, attraverso la progettazione della prof.ssa Chiara Rizzi e dell’architetto Luca Favia.
Lo spazio è stato concepito come un luogo capace di mettere in relazione il visitatore con il paesaggio e con le storie che lo abitano, accogliendo le testimonianze raccolte durante il progetto e restituendole alla comunità attraverso una narrazione condivisa.
La serata inaugurale ha seguito questa stessa visione, intrecciando linguaggi diversi.
La mostra fotografica “La Terra e lo Sguardo” di Pietro Amendolara, nata dal lavoro di ricerca e documentazione realizzato nell’ambito del progetto, ha portato al centro dell’esperienza il rapporto tra immagine e territorio.
La direzione artistica di Disfusioni ha quindi costruito un programma capace di mettere in dialogo arti visive e musica.
Il concerto di Gabriele Gasparotti e Benedetta Dazzi ha accompagnato il live painting di Giovanni Desisto, che ha realizzato dal vivo un’opera ispirata ai paesaggi di Monteserico, creando un dialogo diretto tra suono, gesto creativo e pubblico.
La serata si è conclusa con l’osservazione astronomica, curata dal prof. Giuseppe Bianco del Centro di Geodesia Spaziale di Matera che ha accompagnato i partecipanti tra costellazioni e stelle cadenti, aggiungendo alla narrazione del paesaggio una dimensione scientifica e naturale.
È proprio nel dialogo tra queste dimensioni che trova significato “Voltaica”: suoni, visioni e costellazioni diventano tre diversi modi di guardare allo stesso luogo, ampliandone la percezione e restituendone la complessità.
Per una sera, il Castello di Monteserico ha riunito arte, memoria, natura, scienza e comunità, confermando la vocazione del Museo del Paesaggio come spazio aperto al territorio e alle persone che lo vivono.
Il Museo non nasce infatti come un luogo destinato semplicemente a conservare ciò che è stato.
La sua identità prende forma attraverso un processo ancora aperto, capace di raccogliere nuove testimonianze, generare nuove domande e costruire nuove occasioni di partecipazione.
La prima installazione temporanea rappresenta così una prima restituzione pubblica di un percorso già avviato, ma anche l’inizio di una nuova fase.
“Il Museo del Paesaggio di Monteserico nasce da ciò che ancora deve accadere.”

































