I consiglieri comunali Biagio Santoianni (Comune di Forenza), Mario Saluzzi (Comune di Palazzo San Gervasio) e Rubino Mascolo (Comune di Maschito), nella giornata di ieri, 26 luglio, hanno effettuato un nuovo sopralluogo lungo la ex SP 168, all’ingresso di Venosa, per verificare lo stato dei luoghi e ribadire con forza la necessità di una riapertura immediata della strada.
A distanza di quasi quattro mesi dalla chiusura del 3 aprile, i disagi per cittadini, imprese, agricoltori e attività economiche continuano ad aggravarsi, provocando danni che rischiano di diventare irreversibili.
Durante il sopralluogo è stato inoltre riscontrato uno scavo che non era presente fino a un mese fa e del quale non si conoscono finalità e motivazioni.
I tre consiglieri sottolineano che:
«non serve a nulla che qualcuno, di tanto in tanto e per proprie esigenze, si rechi sul posto per fare passerelle, slogan o annunci. Le battaglie si vincono solo con l’impegno comune e con un’azione condivisa da tutto il territorio».
Per questo motivo è stata avviata una raccolta firme e viene rivolto un appello a tutte le istituzioni, alle associazioni agricole, ai sindacati, alle imprese e ai cittadini affinché aderiscano alla petizione popolare. In alternativa, i consiglieri propongono una mobilitazione unitaria presso la Regione Basilicata.
«Solo presentandoci uniti – dichiarano – sarà possibile ottenere risposte concrete. Diversamente resteranno soltanto passerelle, slogan e chiacchiere.»
I consiglieri ritengono che la Regione Basilicata, quale ente competente, debba assumersi pienamente le proprie responsabilità.
«Non è più accettabile continuare a prendere in giro le comunità interessate con promesse, annunci e dichiarazioni prive di riscontri concreti. Ad oggi, non risultano stanziamenti economici che consentano di affrontare e risolvere definitivamente il problema, nonostante gli impegni annunciati nei mesi scorsi.»
Il documento si conclude con un appello forte:
«I diritti essenziali dei cittadini, a partire da quello alla mobilità e alla sicurezza, non possono più essere calpestati. È tempo di passare dalle parole ai fatti e di restituire al territorio un collegamento viario fondamentale per l’intero comprensorio del Vulture-Alto Bradano.»


































