Con l’Italia nella morsa dell’anticiclone africano almeno fino a fine giugno e le temperature anche 10 gradi sopra le medie stagionali, diventa difficile sopportare il forte caldo senza ricorrere al refrigerio costante del condizionatore, con buona pace della bolletta.
Ma c’è una buona notizia per chi teme una stangata sui consumi o vuole comprare un climatizzatore.
Come spiega quotidiano.net “è possibile beneficiare del bonus condizionatori anche senza realizzare lavori di ristrutturazione.
Ciò è stato chiarito di recente dall’Agenzia delle Entrate.
Nel 2026, però, questo tema va letto con maggiore precisione: il ‘bonus condizionatori’ non costituisce un’autonoma categoria normativa, ma rappresenta una formula di sintesi che, a seconda dei casi, rinvia all’Ecobonus o al bonus ristrutturazioni.
Il canale agevolativo senza lavori edilizi resta, in particolare, collegato alla sostituzione di impianti esistenti con sistemi a pompa di calore o comunque ad alta efficienza energetica”.
Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 restano inoltre escluse, ai fini dell’agevolazione, le spese per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate esclusivamente da combustibili fossili.
La misura della detrazione varia: in generale è pari al 36% della spesa sostenuta, ma sale al 50% se l’immobile è destinato ad abitazione principale e il contribuente ha un diritto reale (proprietà, usufrutto, uso o abitazione).
L’assetto agevolativo resta valido anche nel 2026, come confermato dall’Agenzia delle Entrate per le spese sostenute negli anni 2025 e 2026.
La platea dei soggetti che possono usufruire del bonus è molto ampia e comprende:
- persone fisiche; esercenti arti e professioni; società di persone e di capitali; associazioni di professionisti; condomini; enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale; istituti autonomi per le case popolari; cooperative di abitazione a proprietà indivisa.
Per l’Ecobonus, la disciplina continua inoltre a riferirsi ai contribuenti residenti e non residenti, titolari di qualsiasi tipologia di reddito, compresi i soggetti che conseguono reddito d’impresa.
L’acquisto e l’installazione di un condizionatore a basso consumo energetico danno diritto alla detrazione, a condizione che siano rispettate precise modalità di pagamento.
È infatti fondamentale pagare tramite bonifico parlante, che deve contenere la causale con: riferimento normativo; il codice fiscale del beneficiario; la partita Iva o il codice fiscale dell’azienda installatrice; gli estremi della fattura.
I pagamenti effettuati tramite carte di credito, assegni o altri strumenti non consentono di accedere al beneficio fiscale.
Il bonifico parlante serve a garantire la tracciabilità e il corretto utilizzo del bonus, facilitando i controlli dell’Agenzia delle Entrate.
Su questo punto il quadro per l’anno 2026 non cambia: l’Agenzia continua a richiedere, per le detrazioni edilizie ed energetiche, il pagamento con bonifico bancario o postale dal quale risultino gli elementi identificativi dell’operazione.
Infine, per l’Ecobonus e per il Bonus Casa riferito a interventi che comportano risparmio energetico o utilizzo di fonti rinnovabili, le schede descrittive devono essere trasmesse entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il portale relativo all’anno in cui ricade la fine lavori.
Enea ha inoltre comunicato l’apertura del portale 2026 il 22 gennaio 2026.
C’è tempo fino al 31 dicembre 2026 per ottenere l’agevolazione per le spese sostenute per l’acquisto di un climatizzatore a basso consumo energetico, deumidificatore o pompa di calore.
Rispetto all’edizione 2025, questo è uno degli aggiornamenti più rilevanti: la legge di bilancio 2026 ha infatti prorogato il regime più favorevole già previsto per il 2025″.


































