Bonus figli 2026, dall’assegno unico ai fringe benefit: tutti gli incentivi disponibili

La presenza di figli fiscalmente a carico non comporta l’eliminazione automatica delle imposte, ma consente alle famiglie di accedere a un ampio ventaglio di misure economiche.

Tra contributi diretti, esenzioni, sconti fiscali e agevolazioni sui servizi, il sistema prevede numerosi strumenti che possono alleggerire in modo significativo le spese domestiche durante la fase di crescita dei figli. Ecco cosa sapere.

Tra le misure più importanti, ricorda skytg24, figura l’Assegno Unico e Universale, una prestazione che presenta un vantaggio fiscale non trascurabile: gli importi ricevuti non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

Detto altrimenti, questo significa che le somme erogate non sono soggette all’IRPEF e non devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi. Si tratta quindi di un sostegno percepito integralmente dalla famiglia, senza trattenute fiscali. A questa misura si affianca il Bonus nido, pensato per contribuire alle spese sostenute per la frequenza degli asili.

L’obiettivo è ridurre il peso economico di uno dei principali costi che le famiglie affrontano nei primi anni di vita dei figli.

Un altro capitolo rilevante riguarda il welfare aziendale. I cosiddetti fringe benefit, ovvero beni e servizi concessi dal datore di lavoro ai dipendenti, godono infatti di una soglia di esenzione più elevata per chi ha figli a carico.

Mentre per i lavoratori senza figli il limite di non imponibilità è fissato a mille euro, per i genitori sale a 2 mila euro. Entro questi importi non si applicano imposte né contributi, generando un vantaggio economico concreto sia per il dipendente sia per l’azienda. Di fatto, il plafond disponibile per le famiglie con figli risulta doppio rispetto a quello riconosciuto agli altri lavoratori.

In alcune circostanze il beneficio non consiste in una riduzione, ma nella completa eliminazione della spesa.

È il caso dell’esenzione dal ticket sanitario prevista per i minori di sei anni appartenenti a nuclei familiari con reddito complessivo lordo annuo non superiore a 36.151,98 euro.

Quando ricorrono queste condizioni, il bambino può accedere gratuitamente a numerose prestazioni del Servizio sanitario, comprese visite specialistiche, esami di laboratorio e molte attività diagnostiche. Restano tuttavia esclusi dall’esenzione alcuni costi, come quelli relativi a determinate prestazioni di diagnostica strumentale e ai medicinali di fascia C, che non sono coperti dal Servizio sanitario nazionale.

Per tutto il periodo dell’istruzione obbligatoria non sono previste tasse scolastiche.

L’esenzione riguarda la scuola primaria, la secondaria di primo grado e i primi tre anni della scuola superiore. Dal quarto anno delle superiori in avanti il contributo torna invece dovuto, ma il sistema contempla diverse ipotesi di esonero.

Possono beneficiare dell’esenzione totale gli studenti appartenenti a famiglie con ISEE non superiore a 20 mila euro, oltre ad alcune categorie particolari, come gli orfani di guerra, gli orfani di vittime del lavoro o del servizio e gli invalidi civili o di guerra.

Ulteriori agevolazioni possono essere riconosciute agli studenti che conseguono risultati scolastici particolarmente brillanti. Per quanto riguarda mensa e trasporto scolastico, il quadro è meno uniforme. Sconti ed esenzioni sono spesso previsti, ma le regole variano da Comune a Comune. Per conoscere i benefici disponibili è quindi necessario consultare la normativa locale adottata dall’amministrazione di residenza.

Anche gli studi universitari possono beneficiare di importanti riduzioni.

Gli studenti appartenenti a nuclei familiari con ISEE inferiore a 22 mila euro hanno diritto all’esonero integrale dal pagamento delle tasse di iscrizione.

Per chi supera tale soglia non viene meno ogni forma di aiuto: gli atenei applicano generalmente riduzioni graduate in base alla situazione economica dello studente e alle regole stabilite nei rispettivi regolamenti. L’entità dello sconto può quindi cambiare sensibilmente da un’università all’altra.

Le famiglie possono inoltre contare su diverse detrazioni che riducono direttamente l’imposta dovuta.

Per i figli tra i 21 e i 29 anni continuano infatti a essere riconosciute le detrazioni per familiari a carico, applicate in busta paga oppure in sede di dichiarazione dei redditi.

L’agevolazione cessa al compimento dei 30 anni, fatta eccezione per i figli con disabilità, per i quali non esiste alcun limite anagrafico. Accanto a queste misure, per tutti i figli fiscalmente a carico è prevista una detrazione pari al 19% di numerose spese sostenute nel loro interesse.

Rientrano tra queste, ad esempio, i costi sanitari, quelli legati all’istruzione e le attività sportive. Sebbene non eliminino completamente il prelievo fiscale, tali detrazioni consentono di ridurre l’importo finale da versare al Fisco.

Anche le imposte comunali possono risultare meno onerose. Molte amministrazioni locali prevedono infatti riduzioni della TARI per i nuclei numerosi o per le famiglie che presentano una situazione economica più fragile. Non esiste però una disciplina valida in modo uniforme su tutto il territorio nazionale: le condizioni di accesso e l’entità dello sconto sono stabilite autonomamente dai singoli Comuni.

Un elemento accomuna gran parte delle agevolazioni destinate alle famiglie con figli: la necessità di possedere un’attestazione ISEE aggiornata. Molti benefici, infatti, vengono riconosciuti esclusivamente sulla base di questo indicatore economico. Senza una certificazione valida, l’accesso a contributi, esenzioni e riduzioni può essere precluso anche a chi possiede tutti gli altri requisiti richiesti. Mantenere l’ISEE costantemente aggiornato rappresenta quindi il passaggio essenziale per non perdere opportunità e sostegni previsti dalla normativa.