Il Ministero dell’Interno ha pubblicato un concorso pubblico per l’assunzione di 220 Commissari della carriera dei funzionari della Polizia di Stato, rivolto a laureati interessati a intraprendere un percorso professionale nel settore della sicurezza.
Si tratta di una selezione articolata e competitiva, che come scrive quifiananza consente l’accesso a un ruolo direttivo all’interno dell’amministrazione della pubblica sicurezza.
Il bando stabilisce una serie di requisiti precisi, sia anagrafici che formativi.
Per partecipare è necessario:
- essere cittadini italiani;
- godere dei diritti civili e politici;
- possedere i requisiti di condotta richiesti per l’accesso ai ruoli della Pubblica amministrazione;
- avere un’età non superiore a 30 anni (con eventuali elevazioni del limite in casi specifici previsti dal bando);essere in possesso dell’idoneità fisica, psichica e attitudinale.
Dal punto di vista del titolo di studio, è richiesta una laurea magistrale o specialistica. Le classi ammesse sono principalmente quelle in ambito giuridico, politico ed economico, come:
- Giurisprudenza;
- Scienze politiche;
- Scienze delle pubbliche amministrazioni;
- Economia.
I posti messi a concorso sono complessivamente 220 ma una parte è riservata al personale già appartenente alla Polizia di Stato.
In particolare, 20 posti sono riservati al personale interno non civile, secondo quanto previsto dal bando, mentre i restanti sono destinati ai candidati esterni in possesso dei requisiti.
La domanda di partecipazione deve essere inviata esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma della Polizia di Stato, accessibile anche dal portale inPa.
Per accedere è necessario utilizzare credenziali digitali come Spid o Carta d’identità elettronica. È inoltre richiesto un indirizzo di posta elettronica certificata per ricevere le comunicazioni ufficiali relative al concorso.
Il termine ultimo per l’invio della candidatura è fissato al 20 maggio 2026 alle ore 23:59.
La selezione prevede diverse fasi, strutturate per verificare in modo approfondito la preparazione dei candidati e la loro idoneità al ruolo.
Nel caso in cui il numero delle domande sia elevato, si organizzerà una prova preselettiva. Si tratta generalmente di un test a risposta multipla, con quesiti su materie giuridiche fondamentali, tra cui:
- diritto costituzionale;
- diritto amministrativo;
- diritto penale;
- procedura penale;
- diritto civile.
I candidati che avranno superato la preselettiva saranno chiamati a sostenere una serie di accertamenti come:
- prove di efficienza fisica, volte a verificare la preparazione atletica;
- visite mediche per accertare l’idoneità psicofisica;
- test attitudinali e colloqui con specialisti, per valutare le capacità comportamentali, decisionali e relazionali.
Superati gli accertamenti, i candidati affronteranno due prove scritte, con tracce che riguardano:
- diritto costituzionale e amministrativo;
- diritto penale e procedura penale.
L’ultima fase è rappresentata dalla prova orale, che consiste in un colloquio approfondito su diverse materie. Oltre alle materie studiate per le prove precedenti, i candidati saranno esaminati su:
- diritto internazionale;
- diritto dell’Unione europea;
- ordinamento della pubblica sicurezza;
- elementi di diritto civile;
- lingua inglese;
- informatica.

































