Un concerto di pura emozione a Melfi: la grande musica omaggia la figura di Patrizia Nitti. L’evento

Uno spettacolo elegante, delicato, ma anche di contenuto capace di rispecchiare la figura di Patrizia Nitti, importante curatrice e organizzatrice culturale tra l’Italia e la Francia oltre che presidente dell’Associazione e componente del CdA della Fondazione intitolate al nonno “Francesco Saverio Nitti”, recentemente scomparsa.

Questo è stato il concerto di musica e parole, organizzato da Associazione e Fondazione Nitti con il patrocinio del comune di Melfi e il contributo di Bcc Gaudiano di Lavello e Relais “La Fattoria, tenutosi nel magnifico scenario dell’atrio del palazzo vescovile di Melfi.

Un successo testimoniato dal folto pubblico presente e dagli unanimi consensi riscossi dai protagonisti al termine dello spettacolo.

Introducendo l’evento, che ha inaugurato il mini ciclo “Dialoghi d’estate (con note)”, il direttore di Associazione Nitti ha ricordato la figura di Patrizia Nitti e il suo legame con Melfi.

Afferma Gianluca Tartaglia:

“Dedicarle la manifestazione d’apertura mi è sembrato doveroso per quello che Patrizia Nitti ha rappresentato per la nostra comunità.

Se oggi l’Associazione e la Fondazione Nitti sono una realtà, se il castello di Melfi ha potuto godere di cospicui finanziamenti per il suo recupero, se il centro culturale Nitti non è più un rudere, ma un importante luogo di eventi qualificati per la crescita culturale e civile dell’intero territorio, lo si deve anche al suo impegno costante e disinteressato”.

Una dedizione sottolineata anche dal presidente del consiglio comunale di Melfi,Vincenzo Destino:

“La sua passione per la cultura, il suo forte legame con Melfi e il suo instancabile impegno civile continueranno a rappresentare un esempio per la nostra comunità.

La mia presenza istituzionale oltre a quella di molti concittadini non è solo un modo per renderle omaggio, ma è un riconoscimento a quel percorso di valorizzazione della storia e dell’identità della nostra città che Patrizia Nitti ha sempre sostenuto con convinzione”.

Il concerto ha visto l’esibizione dei musicisti Roberta Pagano e Antonio Agosta, duo di chitarre e allievi del conservatorio “Gesualdo Da Venosa” di Potenza, che hanno proposto un programma musicale capace di catturare l’attenzione e l’apprezzamento del pubblico.

Affermano i due musicisti:

“Siamo partiti dall’Italia tardo barocca di Scarlatti, passando alle danze spagnole romantiche di Granados, esplorando lo stile del Tango Nuevo argentino di Piazzolla, ritornando in Spagna con il ‘Fandango’ di Boccherini e concludendo, nuovamente, in Italia con il Maestro Morricone eseguendo i temi principali di “Nuovo Cinema Paradiso’.

Ringraziamo il pubblico che ci ha sostenuti calorosamente così come siamo grati all’Associazione e alla Fondazione Nitti per l’opportunità data”.

Alle note si sono alternate le letture di Miriam Mastromartino e Ivo Valvano.

Sottolineano entrambi:

“Gli autori dei testi scelti, Medeiros, De Bernieres, Vecchioni, Pullman, Cassano, si contraddistinguono per la diversità dei temi trattati.

Quello che accomuna loro, tuttavia, sono la forza e la profondità delle parole scritte che non hanno lasciato il pubblico indifferente, ma lo ha emozionato e indotto alla riflessione”.

I vari momenti dello spettacolo sono stati legati, con grazia e professionalità, da Gabriella Bagnasco che ha arricchito la sua conduzione con due cadau, in apertura e chiusura dell’evento, dando testimonianza delle su qualità attoriali.

“E’ stata una serata di pura emozione nel corso della quale melodie classiche e letture di testi contemporanei e non, hanno trovato il loro connubio perfetto omaggiando nel giusto modo l’eleganza, il garbo e l’impegno civile e professionale di Patrizia Nitti. Per me è stato un grande onore e motivo di vanto aver contribuito alla buona riuscita dell’evento”.

Presente all’iniziativa culturale anche il vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla e Venosa al quale è stata affidata la riflessione conclusiva.

Afferma Mons. Ciro Fanelli:

“Il concerto ‘A Patrizia Nitti’ è stato un toccante omaggio alla memoria di una persona che ha lasciato un segno nella nostra comunità. Ringrazio sentitamente, nella persona del direttore Gianluca Tartaglia, l’Associazione e la Fondazione Nitti per l’iniziativa, gli interpreti Roberta Pagano e Antonio Agosta, le lettrici e i lettori Miriam Mastromarino e Ivo Valvano e la conduzione di Gabriella Bagnasco per la partecipazione attenta e partecipe.

Ho ritrovato, nelle note e nelle parole, la convinzione che ‘amor omnia vincit’ non sia soltanto una formula poetica, ma il criterio fondamentale per essere nello spazio e nel tempo: l’amore vince la paura, oltrepassa le distanze, dà senso alla memoria e orienta il nostro agire verso il bene comune.

Vivere secondo questo criterio significa essere presenti gli uni agli altri, custodire la storia e costruire speranza per il futuro. Accanto a questo sentimento, riconosco anche lo spirito del meridionalismo di Francesco Saverio Nitti come un richiamo alla responsabilità verso il territorio e le persone che lo abitano.

Il suo impegno per la giustizia sociale, lo sviluppo e la dignità del Mezzogiorno ci invita ancora oggi a lavorare per l’equità, la cultura e le opportunità per tutti.

Se l’amore è il criterio per essere nel tempo e nello spazio, il meridionalismo ci ricorda che tale amore deve tradursi in scelte concrete a favore della comunità: investire nella formazione, promuovere la solidarietà, valorizzare le risorse locali sono modi per onorare la memoria e costruire un futuro più giusto.

Esprimo vicinanza e gratitudine alla famiglia di Patrizia Nitti e a quanti hanno reso possibile questo evento: possa questo primo appuntamento proseguire nel segno della cultura, della comunità e dell’amore che tutto vince, al servizio della nostra terra e dei suoi abitanti”.

Prossimo appuntamento:
29 agosto, ore 19,30, talk su “Informazione, fake news e politica. Il dibattito pubblico nell’era dei social” con Fabio Martini, saggista e giornalista de “La Stampa”, che dialogherà con la giornalista Beatrice Volpe.