“CON I NOSTRI SOLDI TRENITALIA DÀ LAVORO A GENTE DI ALTRE REGIONI!”, LO HA DICHIARATO…

“Il 1 Agosto scorso, Regione Basilicata, utilizzando la direttiva europea 1370 del 2007 ha sottoscritto il contratto di servizio pubblico con Trenitalia fino al 2023, comprendendo nel anche gli anni 2014 e 2015 che erano rimasti scoperti”.

Lo ha dichiarato Carlo Costa, responsabile dei trasporti della CISL di Basilicata che prosegue:

“Noi, per quanto più sindacalmente ci riguarda riteniamo importante rilevare gli effetti della sottoscrizione del contratto sulla forza lavoro e sul tour over che si determinano per il territorio.

Ed a riguardo è il caso di ricordare ai finanziatori del contratto, che nel 2010 gli impianti di Potenza contavano 33 macchinisti, oggi solo 12 e ben 30 capi treno oggi 15 che è tutto dire rispetto al mantenimento della forza lavoro locale.

In questo ambito, mai nessuno si è cimentato con un fatto tutto Lucano, vale a dire Regione Basilicata, in qualità di committente, paga dei treni al servizio dei cittadini lucani ma la produzione degli stessi, non essendoci un impianto di produzione treni il loco, viene fatta da Bari, in sostanza dal macro impianto di produzione che seppur nella logica organizzativa può avere una coerenza, questa si scontra poi, con la minimale utilizzazione di personale Lucano.

Potrebbe davvero sembrare utopistico immaginare che tutti i treni Lucani, quelli rivenienti dalla sottoscrizione del contratto di servizio pubblico possano essere gestiti dal presidio di Potenza od anche da quello attuale, ma con lo scopo di poter ampliare l’organico con nuove assunzioni?

Perché non prevedere un sistema che consenta ai giovani Lucani di lavorare in Trenitalia, certo l’attuale sistema di riferimento delle assunzioni non avvantaggia la nostra Terra se si pensa che già in molti godono del “nostro” FRECCIAROSSA, pagato con 3.000.000,00 € dai lucani ma che parte da Taranto e arriva a Milano, senza alcun beneficio dal punto di vista occupazionale.

Si conferma quindi quanto già evidenziato dal segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, sul fatto che è difficile ravvisare nelle politiche della Regione provvedimenti orientati alla creazione di posti di lavoro.

Ci ritroviamo quindi a vedere rinnovato un contratto di servizio pubblico, che sarebbe potuto essere ancora più importante se avesse affrontato con puntualità le questioni occupazionali di questa Terra invece che badare alle questioni degli investimenti, anch’esse importanti, ma che non producono nessuna nuova occupazione per i Giovani Lucani.

È il caso di ricordare quanto recentemente apparso sulla stampa anche locale circa i livelli di disoccupazione, ovvero, che la disoccupazione in Italia è in diminuzione, mentre quella Lucana è in netto aumento, proprio perché chi ha la responsabilità politica preferisce far finta che il problema non esiste neanche quando si è nella posizione di poter imporre scelte di prospettiva a noi favorevoli, un motivo per questo incomprensibile comportamento pur ci sarà.

Certo poi, leggendo il comunicato post conferenza stampa si evince che il contratto di servizio sottoscritto è un contratto atipico in un settore dove i ricavi da traffico sono stimati in percentuale e non detratti in base proporzionale al numero effettivo dei passeggeri paganti, sembrerebbe quasi un contratto a piè di lista, tanto criticato da eminenti esponenti della Giunta Pittella anche nel recente passato, ma poi messi in atto con estrema facilità!!!

Un siffatto metodo di riscossione dei ricavi, avendo sempre Trenitalia la certezza del pagamento regionale del costo integrale del servizio, non spinge l’azienda a mettere in atto politiche efficaci sull’evasione del pagamento dei titoli di viaggio e quindi del potenziale utilizzo della forza lavoro addetta a tale scopo.

Tutto questo è chiaramente in controtendenza a quanto previsto dal piano Regionale dei Trasporti, che mentre se ne invoca l’alto profilo strategico e rivoluzionario per il settore, poi viene messo da parte nei principi cardini, proprio da chi ne ha fatto un cavallo di battaglia politica in questi ultimi mesi, è evidente senza coglierne alcun risultato tangibile visto che egli stesso ne stralcia i contenuti.

Vogliamo ricordare inoltre che con il decreto 50/2017, non sembra siano cambiate le regole di distribuzione del Fondo Unico Nazionale dei Trasporti, anzi, la distribuzione è stata resa ancor più difficile per le Regioni come la Basilicata che non raggiunge gli indicatori sulla premialità, e come ricordavamo al Presidente Pittella nella riunione del 16 Maggio scorso, con gli attuali dati, la Basilicata si vedrà costretta a perdere ogni anno circa 5.000.000,00 € se non si modificano gli assetti con i quali vengono erogati i servizi da parte dalle Società che svolgono tutti i servizi di Trasporto Pubblico Locale Regionale.

A riguardo, riteniamo necessario richiamare a chi ha la responsabilità di sottoscrivere i contratti di servizio pubblico, che in una recente audizione del Presidente dell’Autorità di regolazione dei Trasporti Prof. CAMANZI alla camera dei deputati di questo Paese, lo stesso ha affermato, – che lì dove si dovesse rilevare che vi sono accordi, contratti che non hanno la sostenibilità economico – finanziaria gli stessi devono essere trasformati ed effettuati con vettori diversi e meno costosi – un fatto avversato e criticato fortemente dal Segretario Generale della FIT-CISL Nico PIRAS, per gli evidenti devastanti effetti sul Trasporto Ferroviario del Paese e in special modo quello delle regioni del SUD.

Ora noi siamo convinti, che i dati di rilevamento contenuti all’interno del sottoscritto contratto di servizio pubblico hanno in sé una coerenza finanziaria e di sistema come peraltro richiamato all’interno del Piano regionale dei Trasporti e quindi c’è da immaginare che il rapporto tra ricavi e costi del servizio raggiungano lo 0,35 %.

Anche se da i primi dati, proprio quelli che riguardano il Piano regionale dei Trasporti, rileviamo che il coefficiente d’esercizio era all’incirca dell’11%, vorremmo conoscere come abbiano fatto in questo contratto a raggiungere il 35%, un mistero che presto leggeremo quando saremo in possesso del sottoscritto contratto.

Così come siamo convinti  che il trasporto pubblico locale regionale abbia bisogno di un provvedimento organico, di un provvedimento che guardi alle necessità delle comunità, soprattutto quelle interne, per evitare lo spopolamento che rimane il vero nemico dei servizi minimi regionali, quei servizi minimi che non potranno mai raggiungere quelle percentuali che consentano l’equilibrio dei costi, imposto dalle leggi nazionali, che non può certo significare l’eliminazione del servizio o la sostituzione con servizi a chiamata come continua irresponsabilmente ad affermare qualcuno”.

Conclude Costa:

“Da qui, esortiamo la Politica regionale,  a lavorare con più attenzione ed in particolare per i Lucani, contribuenti ed utilizzatori principali del sistema”.