Inaugurato il nuovo anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Basilicata. Ecco i dettagli

Inaugurato il nuovo anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Basilicata, appuntamento che ha riunito i vescovi della regione, autorità civili e militari, operatori del diritto canonico e rappresentanti delle comunità ecclesiali lucane.

Nel suo indirizzo di saluto, S.E. Mons. Davide Carbonaro ha richiamato il significato più profondo della giustizia nella vita della Chiesa.

«La legge della Chiesa è sempre il sostegno della conversione del cuore», ha affermato, sottolineando come il diritto canonico non è «un freddo manuale punitivo», ma una struttura che accompagna il cammino della comunità ecclesiale.

Richiamando l’immagine evangelica dell’economo, ha ricordato che «l’uomo non è proprietario della vita o dei beni, ma un gestore», chiamato a custodire nella verità e nella misericordia il patrimonio ricevuto.

A tracciare il bilancio dell’attività svolta nel 2025 è stato il vicario giudiziale don Nicola Salvatore Balzano.

Dalla relazione è emersa con chiarezza la dimensione pastorale del Tribunale, pensato non soltanto come luogo di definizione delle cause di nullità matrimoniale, ma come spazio di ascolto, discernimento e accompagnamento delle persone ferite nelle relazioni familiari.

Particolarmente significativo il dato relativo alla gratuità del servizio: su 27 cause introdotte nell’ultimo anno, 18 hanno beneficiato del patrocinio stabile, confermando la volontà delle Chiese di Basilicata di rendere concretamente accessibile la giustizia ecclesiale.

S.E. Mons. Andrea Ripa, chiamato a offrire la prolusione inaugurale sul tema del sistema sanzionatorio della Chiesa e del rapporto tra giustizia e misericordia nel processo canonico.

“Giustizia e misericordia non vanno in antitesi – ha detto – In una realtà come il Popolo di Dio, non può non mancare un sistema sansonatorio.

La vera misericordia – ha aggiunto – è applicare la norma giusta, alla circostanza”.

Il segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica ha inoltre evidenziato il ruolo centrale del Vescovo in equilibrio con la competenza della Santa Sede.

Mons. Ripa ha presentato poi l’ordinamento canonico attraverso sei diversi gradi di intervento, che vanno dal richiamo fraterno fino ai procedimenti penali e all’esercizio di facoltà speciali.

Un percorso che evidenzia come tutela della giustizia e attenzione misericordiosa concorrano insieme alla salvaguardia del bene delle anime e dell’intera comunità ecclesiale.