“I dati sul mercato del lavoro in Basilicata – così come emergono da un recente rapporto di Confindustria – restituiscono segnali incoraggianti, ma non devono far dimenticare le criticità strutturali del nostro territorio.
La crescita dell’occupazione è un elemento positivo, ma la vera sfida resta quella della qualità del lavoro e della capacità di trasformare questa fase in sviluppo stabile e duraturo”.
È quanto dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che prosegue:
“La Basilicata ha bisogno di creare occupazione qualificata e stabile, soprattutto per i giovani.
Aumentare gli occupati non basta se continua la perdita di competenze e di capitale umano che spinge tanti lucani a cercare opportunità altrove.
Per questo occorre rafforzare il rapporto tra formazione e sistema produttivo, collegando scuole, università, ricerca e imprese. Allo stesso tempo bisogna sostenere le aziende che innovano e competono sui mercati internazionali, estendendo questa capacità a una platea più ampia di imprese.
In questo quadro la Zona economica speciale rappresenta un’opportunità importante per attrarre investimenti e rafforzare il tessuto produttivo regionale.
Ma la ZES per diventare una vera leva di sviluppo, deve essere accompagnata da una visione industriale chiara, tempi amministrativi più rapidi e una capacità concreta di sostenere nuovi insediamenti produttivi.
Il dato occupazionale positivo rappresenta quindi un punto di partenza.
La Basilicata deve puntare sulla costruzione di poli di sviluppo capaci di valorizzare le vocazioni dei territori e creare filiere produttive.
Questi poli non devono essere realtà isolate, ma centri capaci di generare effetti positivi anche sul territorio circostante, attivando nuove imprese, competenze, servizi e opportunità di lavoro.
Penso a un polo della mobilità sostenibile, a un polo dell’energia e delle tecnologie green, a un polo dell’agroindustria di qualità e a un sistema legato alla cultura e al turismo, mettendo in rete imprese, università, ricerca e formazione.
La sfida è trasformare le eccellenze della Basilicata in sistemi produttivi organizzati, capaci di creare lavoro stabile, attrarre investimenti e offrire ai giovani una prospettiva per restare.
Su questi aspetti la mano pubblica deve fare la sua parte, con una funzione di indirizzo, programmazione e accompagnamento che restano fondamentali.
Per questo serve una politica con idee più chiare e una strategia di lungo periodo, per superare la logica degli orticelli territoriali che magari possono produrre consenso immediato, ma che alla lunga non costruiscono crescita duratura e risposte reali alle esigenze della Basilicata”.


































