Lavello, olio spacciato per extravergine di oliva: intervenuto l’Ufficio di Polizia Europeo

Olio di semi (di soia o di girasole) spacciato come olio extravergine di oliva e rivenduto nel Nord Italia (Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna), nel Lazio (Roma), in Puglia e in Germania.

Grazie all’operazione “Oro giallo”, 24 gli arresti eseguiti dai Carabinieri del Nas di Foggia (14 in carcere e 10 ai domiciliari) tra Cerignola, San Severo, Lavello e Germania (qui, con la collaborazione della Polizia tedesca).

L’indagine è stata portata avanti dalla Procura, in coordinamento con Eurojust (l’agenzia dell’Unione Europea che si occupa del coordinamento investigativo nei casi di reati transnazionali) e l’Europol (Ufficio di Polizia Europeo).

Coinvolta, una vera e propria organizzazione, la cui base era a Cerignola, in un oleificio regolarmente autorizzato, dove, almeno due volte a settimana, dell’olio di semi veniva trasportato con autobotti.

Avvalendosi di prestanomi, l’organizzazione acquistava, da una regolare ditta della provincia di Milano, additivi alimentari, quintali di clorofilla e betacarotene, da utilizzare per adulterare l’olio di semi o preparare il “verdone” (una miscela con altissima concentrazione di clorofilla) da vendere.

Una volta pronta la “materia prima”, alcuni indagati si dirigevano verso il Nord Italia e in ristoranti di importanti città italiane ed estere, altri (quelli con maggiori risorse economiche ed esperienza) effettuavano spostamenti, ogni 15 giorni, verso la Germania, arrivando a trasportare 23.000 litri per ogni spedizione.

In Germania, aziende specializzate in logistica smistavano il prodotto a ristoranti, esercizi della grande distribuzione tedesca o con il sistema “porta a porta”.

Ciò era possibile attraverso una singificativa rete di ‘piazzisti’ i quali, sul posto, fornivano supporto logistico e commerciale ai sofisticatori italiani, procurando loro anche alloggi per il soggiorno.

Ogni litro di olio adulterato, compreso il contenitore utilizzato, aveva un costo produttivo di circa 1,20 euro e veniva rivenduto sul mercato a prezzi che oscillavano tra i 5 ed i 10 euro per litro.

Si tratta di una delle indagini più rilevanti degli ultimi anni sul fronte del contrasto ai fenomeni criminali relativi alla produzione e alla commercializzazione di olio extravergine di oliva contraffatto.a
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