La tradizionale Via Crucis lucana è sentita anche in Germania grazie all’idea di Nicola da Venosa

Le tradizioni lucane sono giunte sino in Germania.

Le città di Stoccarda-Bad Cannstatt, Esslingen, Wuppertal, Colonia, Calw, Saarluis e Ulm/Neu-Ulm il pomeriggio del Venerdì Santo parlano italiano con la tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo.

Per due intensi mesi si elaborano i testi da recitare a memoria, si approntano i costumi da indossare, si studia la coreografia, si definiscono i palcoscenici, si prenotano le attrezzature tecniche, si inoltrano le richieste di autorizzazione al comune, alla polizia e al decanato di competenza e si mette a punto la regia.

D’altronde ciò che avviene il Venerdì Santo lungo le vie di diverse cittadine o in alcune chiese tedesche è una Rappresentazione autentica della Passione di Cristo.

Ormai insieme ai fedeli italiani si mescolano tedeschi, croati, polacchi, spagnoli, portoghesi, credenti e curiosi anche di diverse altre etnie.

Le Vie Crucis di maggior richiamo restano quelle di Stoccarda-Bad Cannstatt ed Ulm/Neu-Ulm.

Soprattutto in queste ultime due città, situate sulle rispettive sponde del Danubio, la Rappresentazione biblica ha assunto negli ultimi anni proporzioni impressionanti: 15/20.000 fra fedeli e curiosi.

Ideatore, promotore e regista è Nicola Albarino, un giovane emigrato di Venosa.

Nel 2004 Albarino convinse il bresciano don Giuseppe Gilberti, locale missionario da oltre un ventennio, a tentare di trasferire nella città di Albert Einstein di Ulm la tradizione venosina.

Costituito un comitato per la Via Crucis Vivente, col preciso compito di provvedere a preparare e a curare l’evento nei minimi particolari, ebbe luogo tre anni fa la prima edizione del revival.

Il regista Albarino, che per passione si dedica alla musica e conduce ogni Sabato una trasmissione in lingua italiana presso una radio libera locale, riserva ai costumi, ai palcoscenici, al gioco delle luci e alla musica un ruolo di primo piano.

Come avviene anche altrove, per favorire una maggiore partecipazione di cittadini tedeschi e di altre nazionalità, i cronisti introducono le scene, oltre che in italiano, anche in lingua tedesca.

La croce da portare da Neu-Ulm ad Ulm pesa 50 chili, mentre il fusto della flagellazione supera i 150 chili.

La rappresentazione delle 6 stazioni della via dolorosa avviene su altrettanti palcoscenici allestiti nelle piazze centrali di Neu Ulm e di Ulm.

I grandi palcoscenici sono dotati di amplificazioni, riflettori, tele e di vere piante di ulivo.

Gli 80 protagonisti indossano costumi del tempo, cuciti gratuitamente da donne italiane; mentre alcuni abiti, più elaborati, sono presi a noleggio.

Già per l’edizione passata furuno acquistati in Italia il mantello e l’abbigliamento di Pilato, nonché 6 nuove corazze per centurioni.

Non mancano poi ciotole, brocche, calici, lampade ad olio in terracotta, tutti oggetti importati dalla storica Venosa, cittadina prevalentemente agricola della Basilicata.

Infine quest’anno la scenografia è arricchita da teloni che riproducono i palazzi di Pilato e di Caifa.

Le scene principali rappresentate sono:

  • l’Ultima cena (Rathausplatz di Neu-Ulm);
  • la cattura (Petrusplatz di Neu-Ulm);
  • l’interrogatorio di Caifa (Marktplatz di Ulm);
  • il processo (Weinhof di Ulm);
  • la salita al Calvario (Altstadt di Ulm);
  • la crocifissione (Münsterplatz di Ulm).

Nel fine settimana in questi centri della Germania si espande un respiro tutto lucano, fatto di antiche tradizioni che meritano id essere conosciute oltre i confini regionali.

Facciamo i complimenti al venosino Nicola per aver deciso di portare avanti questo progetto.

Di seguito alcune foto delle Sacre Rappresentazioni che avvengono in Germania.

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