Contenimento della spesa pubblica, contrasto agli sprechi e allineamento ai tetti medi nazionali, mantenendo come priorità assoluta la tutela sociale delle fasce più fragili della popolazione.
Sono questi gli obiettivi della delibera approvata dalla Giunta regionale della Basilicata che introduce una quota di compartecipazione pari a 2,50 euro a ricetta per la sola spesa farmaceutica convenzionata.
Una misura che non toccherà in alcun modo i cittadini più vulnerabili.
Il provvedimento, infatti, esclude totalmente dal pagamento tutte le categorie esenti appartenenti alle fasce più deboli della comunità lucana.
L’intervento entrerà in vigore dal primo settembre 2026 per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici e delle farmacie.
“La quota minima di compartecipazione – dichiara l’assessore alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico – è concepita come misura di contenimento e razionalizzazione per contrastare gli sprechi e indirizzare la spesa verso comportamenti più appropriati e sostenibili.
Lavoriamo per consolidare il principio dell’appropriatezza prescrittiva, un obiettivo prioritario per offrire ai cittadini un servizio sanitario sempre migliore.
Si tratta di uno sforzo necessario, richiesto dal ministero della Salute e previsto dalle normative nazionali per le Regioni che superano i tetti di spesa.
La Basilicata è tra le ultime Regioni italiane ad applicare la quota di compartecipazione che è già realtà nella maggior parte del territorio nazionale. Era nostro preciso dovere intervenire per garantire l’equilibrio finanziario e difendere l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza”.
Non verseranno alcuna quota i pazienti affetti da malattie croniche, invalidanti o rare per i farmaci correlati alla propria patologia, con una tutela assoluta garantita ai pazienti oncologici, così come ai soggetti in terapia del dolore cronico e agli infortunati sul lavoro.
La gratuità totale viene assicurata anche a tutti gli invalidi civili, di guerra, del lavoro e per servizio, ai ciechi, ai sordomuti, alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie o trasfusioni.
Infine, l’esenzione totale salvaguarda pienamente le fasce sociali ed economiche più esposte come: i minori di sei anni e gli over 65 appartenenti al codice E01, i disoccupati, i titolari di assegno sociale o di pensione al minimo e tutti i cittadini con un reddito inferiore alla soglia prevista dalla fascia E05, oltre a stranieri già esenti, detenuti, internati e tutte le categorie di esenzione previste dal Sistema Tessera Sanitaria.
“Nessun costo aggiuntivo – spiega Latronico – è previsto per i farmaci erogati direttamente dalle strutture ospedaliere e dalle farmacie delle Aziende Sanitarie.
Questo canale pubblico è escluso dal provvedimento e stiamo lavorando per potenziarlo ulteriormente, così da assicurare ai pazienti forniture tracciate e interamente gratuite, proseguendo nel nostro piano di efficientamento della sanità regionale.”
L’assessore evidenzia inoltre i risultati già ottenuti grazie alle riforme strutturali avviate.
“Il percorso di contenimento sta facendo registrare i primi risultati grazie alla spinta sull’adozione dei farmaci biosimilari e all’accordo di collaborazione con la centrale acquisti della Regione Piemonte.
Questa sinergia ci sta consentendo di acquistare farmaci a prezzi decisamente più vantaggiosi, generando risparmi reali.
Accanto alla centralizzazione degli acquisti, l’introduzione di questa quota minima, che monitoreremo e valuteremo semestralmente – conclude Latronico – concorre a un impegno comune per far sì che le risorse siano ottimizzate al meglio, mantenendo la totale gratuità delle cure per chi si trova in condizioni di vulnerabilità sanitaria, economica o sociale”.

































