Basilicata, Coronavirus e carceri: “colloqui detenuti-familiari ancora sospesi, la situazione resta allarmante”

“La sospensione dei colloqui detenuti-familiari, a causa del coronavirus, è prorogata oltre lunedì 23 marzo. Pertanto ogni notizia di ripresa dei colloqui è destituita di fondamento”.

A renderlo noto è il Sindacato Polizia Penitenziaria con una nota a firma del segretario generale Aldo Di Giacomo che precisa:

“il provvedimento è stato da noi caldeggiato e sostenuto perchè il rischio di diffusione contagio nelle carceri resta altissimo.

L’Amministrazione Penitenziaria ha comunicato che 1.600 i telefonini messi a disposizione da Tim saranno utilizzati negli istituti per consentire ai detenuti di comunicare con i propri familiari.

La situazione è allarmante. Purtroppo sono una trentina in tutta Italia gli agenti penitenziari e oltre una decina i detenuti positivi.

Il lavoro del personale continua a svolgersi senza mascherina perchè i direttori lo “impongono” per evitare – dicono – di creare ulteriore allarmismo nella popolazione carceraria.

E’ ormai chiaro il tentativo di scaricare sui poliziotti penitenziari la gestione dell’emergenza sanitaria da coronavirus che si è dimostrato di non saper gestire.

Nonostante questa situazione allarmante con il sacrificio degli uomini e delle donne in divisa stiamo riuscendo ad assicurare un servizio che, come riprovano le violente rivolte dei giorni scorsi, è soprattutto un servizio ai cittadini per garantire sicurezza.

Al punto in cui siamo non possiamo avere più fiducia nell’Amministrazione Penitenziaria e ci rivolgeremo direttamente ai Prefetti perchè sia accertato nelle carceri il pieno rispetto delle norme di prevenzione che il Governo ha deciso e che non possono valere solo fuori gli istituti penitenziari.

Il S.PP. non farà sconti a nessuno perchè si individuino le responsabilità e mette in guardia: anche nelle carceri del Sud la situazione è a limite della sopportazione e giorno per giorno diventa carica di tensioni. Qualcuno evidentemente si illude che nelle carceri è tornata la calma, ma purtroppo non è così.

Siamo di fronte ad una situazione  di calma solo apparente e tanto meno sarà sufficiente l’arrivo del migliaio di nuovi agenti che dovrebbero essere formati e non mandati allo sbaraglio”.

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