Basilicata, bonus gas: ecco gli ultimi aggiornamenti dalla Regione

La terza commissione (Attività produttive, Ambiente, territorio) del Consiglio regionale della Basilicata, presieduta da Piergiorgio Quarto (Fratelli d’Italia) ha avviato l’esame del disegno di legge “Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica e ripopolamento del territorio lucano”.

Ad illustrare il provvedimento il Capo di Gabinetto Michele Busciolano e i consulenti scientifici, il Professor Vito Iorio e l’avvocato Francesco Marotta.

Si legge nel dispositivo:

“Nel rispetto del principio di efficientamento e di risparmio energetico, al fine di attenuare a livello regionale gli effetti negativi della crisi energetica e di favorire il processo di ripopolamento del territorio lucano, la Regione dispone la valorizzazione del gas naturale, acquisito in sede di negoziati in materia di compensazione ambientale, con le concessionarie degli impianti estrattivi di idrocarburi sul territorio, consentendo, con oneri a carico della Regione e con criteri che tutelino ed incentivano il risparmio energetico e la riconversione verso l’impiego diffuso di fonti energetiche rinnovabili, la erogazione gratuita mediante rimborso della componente energia del prezzo del gas fornito per le utenze domestiche dei residenti della Regione Basilicata, delle pubbliche amministrazioni regionali, esclusi gli enti pubblici economici e le società partecipate, e degli enti locali regionali.

I criteri del rimborso perseguono l’obiettivo del risparmio del consumo e della riconversione energetica secondo modalità definite dalla Giunta regionale.

Tale agevolazione non esclude il bonus sociale di cui all’articolo 3 del decreto legge 1 marzo 2022. N.17. Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali convertito, con modificazioni, con legge 27 aprile 2022, n. 34, e dalle disposizioni di cui al comma 9 dell’articolo 3 del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185 (Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale) convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

La procedura è gestita dalla Regione, con l’utilizzazione delle informazioni presenti nel Sistema informativo integrato di acquirente unico Spa (AU), di cui alla legge 13 agosto 2010, n. 129 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, recante misure urgenti in materia di energia.

Proroga di termine per l’esercizio di delega legislativa in materia di riordino del sistema degli incentivi).

Sono demandati alla Giunta regionale gli atti di competenza per l’adempimento di quanto definito.

La copertura finanziaria degli interventi è quantificata in un massimo di euro 60.000.000,00 per l’esercizio 2022 e in un massimo di euro 200.000.000,00 per gli esercizi 2023 e 2024”.

Ha spiegato Busciolano:

“La compensazione ambientale è stata stabilita in quantità e non in valore.

Si fa riferimento ai contatori e cioè a quali sono i quantitativi che ogni famiglia può consumare.

La materia gas sarà compensata nelle bollette. L’obiettivo è favorire la transizione energetica”.

Ha aggiunto Iorio:

“La misura è intesa ad incentivare il risparmio del consumo e la riconversione degli impianti verso rinnovabili.

La Regione provvederà anche a finanziare i cittadini che vorranno adeguare gli impianti energetici.

Il contributo che esenterà il cittadino dal costo della materia gas è quindi condizionato ad un risparmio energetico incrementato.

Il contributo viene erogato sulla media del costo dell’ultimo triennio”.

L’avvocato Marotta ha evidenziato:

“la necessità di approvare subito il disegno di legge perché si tratta di un’occasione storica ed unica per i cittadini della Basilicata”.

Si legge nella relazione:

“A seguito del rinnovo degli accordi per le compensazioni ambientali con le compagnie petrolifere operanti in Regione Basilicata si è manifestata l’esigenza di avviare un progetto con il quale riconoscere ai residenti nel territorio regionale e alle pubbliche amministrazioni regionali, agevolazioni per il consumo di gas, e, quindi, di regolamentare con apposito disegno di legge, le misure per la concessione di tale bonus regionale.

Nel corso dei primi negoziati per le compensazioni ambientali condotti in occasione dell’inizio delle attività estrattive della concessione ‘Gorgoglione’, nel 2006, è stata definita in modo chiaro l’intenzione di voler utilizzare il gas come materia oggetto di trattativa, finalizzando con i concessionari il principio che tutto il gas estratto dall’impianto di ‘Tempa Rossa’ (e solo quello) fosse in linea di principio di proprietà della Regione Basilicata.

In occasione dei negoziati svolti nel 2019, dopo un lungo periodo in cui Tempa Rossa non è mai entrata in esercizio, è stato rilevato che il piano di produzione del gas dell’impianto sarebbe stato poco remunerativo, per cui – in sede di definizione dei negoziati per le compensazioni ambientali – è stata stabilita una ‘quantità minima garantita’ pari a 40 milioni di metri cubi all’anno, da consegnare alla Regione.

In sede di interlocuzioni con i concessionari dell’altro grande impianto estrattivo della Basilicata, in esercizio sin dal 1998, ovvero il Centro Olio Val d’Agri, il paradigma utilizzato per il gas è stato mantenuto in coerenza con le compensazioni negoziate con i concessionari di Tempa Rossa.

A differenza di quest’ultima, tuttavia, il gas estratto dalla concessione della Val d’Agri è sempre stato una parte rilevante della produzione di idrocarburi, arrivando ad una quantità annua pari a 1,4 miliardi di metri cubi all’anno e non è mai stato oggetto di negoziato con la Regione.

In ogni caso, la definizione dei negoziati per le compensazioni ambientali in occasione della proroga della concessione per le estrazioni in Val d’Agri, la quantità minima garantita è stata concordata in 160 milioni di metri cubi all’anno.

Si è in presenza, pertanto, di 200 milioni di metri cubi all’anno di gas naturale garantiti dai concessionari delle estrazioni di idrocarburi alla Regione Basilicata.

Si aggiunga che in merito al contesto, è stata prevista una fase 1 degli accordi, che prevede la valorizzazione – al valore di mercato del gas – della materia gas oggetto di compensazione.

A questa è stata prevista una fase 2 di consegna della materia gas alla Regione, che avrebbe provveduto agli utilizzi che riteneva di interesse pubblico.

Con il disegno di legge in questione si intende avviare un progetto con il quale riconoscere alle famiglie residenti nel territorio regionale e alle Pubbliche Amministrazioni agevolazioni per il consumo di gas.

L’obiettivo della norma non può prescindere da un forte sistema di monitoraggio e controllo dell’operazione, ed in questo contesto si rende necessaria l’utilizzazione dei dati di Acquirente Unico S.p.a., società pubblica della Gestione Servizi Energetici S.p.a., che dispone e gestisce il Servizio Informativo Integrato.

Tale strumento consente di verificare i consumi di ciascun contatore gas installato presso i cittadini della Regione, non solo in tempo reale ma anche in un quadro storico-statistico, quantificare gli aggregati complessivi e trasmettere alle imprese che immettono sulla rete gas le quantità occorrenti alle necessità dell’utenza, gli importi dovuti dai venditori al dettaglio, ovvero le aziende che operano sul mercato libero e che offrono i servizi al cittadino.

In questo quadro, il monitoraggio dei consumi per ciascun singolo utente pubblico/cittadino lucano cui è concesso il beneficio è necessario a verificare l’utilizzo della materia solo a scopi personali e non imprenditoriali, favorendo e agevolando in tutti i modi – nel contempo – tutte le possibili tecnologie per l’efficientamento energetico (caldaie a pompa di calore integrate con pannelli solari, sistemi di aggregazione per il risparmio energetico etc.), nel modo maggiormente diffusivo.

La norma proposta afferma il principio della concessione della materia gas a titolo gratuito ai cittadini lucani che hanno in titolarità un PDR (punto di rilascio, ovvero un contatore) classificato per consumi familiari e non imprenditoriali. L’esclusione degli utenti “business” ha una precisa ragione sia nella sostenibilità della misura da adottare sia per evitare questioni attinenti alla configurazione di aiuti di Stato alle imprese.

Le operazioni in fattura, come accennato, coinvolgerà potenzialmente tutti i venditori operanti sul territorio, con riferimento a circa 181.000 punti di fornitura, corrispondenti a circa 160 milioni mc/ anno.

L’iniziativa dovrà essere delineata in modo conforme con l’organizzazione del mercato del gas, non discriminatoria fra gli operatori di mercato e per i clienti e attuabile da tutti gli operatori in modo omogeneo.

Come in premessa anticipato la stessa richiederà un intervento regolatorio di dettaglio da parte dell’Autorità di regolazione per l’energia, reti e ambiente (ARERA) sulla base dei principi della legge regionale, avvalendosi del contributo di Acquirente Unico (AU), attraverso il Sistema Informativo Integrato (SII).

Si tratta quindi di costruire un sistema che sinteticamente si può articolare sui seguenti punti:

  • Costituzione e alimentazione del ‘Fondo Regione Basilicata’;
  • individuazione delle forniture da agevolare, calcolo del valore del ‘Contributo Regione Basilicata’;
  • modalità di erogazione del contributo ai clienti finali, modalità di recupero degli importi da parte dei venditori”.

Sul disegno di legge sono stati auditi anche i rappresentanti delle associazioni dei consumatori della Basilicata:

  • Michele Catalano della Federconsumatori Basilicata;
  • l’avvocato Elisabetta Filippelli, Presidente dell’unione nazionale dei consumatori di Basilicata;
  • Vito Antonio Romaniello dell’Adoc.

Da Catalano la richiesta di:

“legare questo ristoro alle fasce di reddito perché sarebbe un’azione sociale e destinare risorse per la transizione energetica”.

Per Filippelli:

“un ddl lodevole ma non si può dire però che sarà gas gratis per tutti perché va integrato sugli utenti che non hanno un contratto con gestore gas”.

Secondo Romaniello:

“Il disegno di legge non contiene elementi che garantiscano la transizione ecologica, non azzera la bolletta degli utenti in difficoltà economica, incentiva ad un maggior consumo di gas.

Bisognerà inoltre specificare l’incidenza del costo del gas da detrarre in bolletta in modo da chiarire ai consumatori che la fornitura non è gratuita”.

Nella discussione che ne è seguita sono intervenuti, oltre al Presidente Quarto, i consiglieri Cifarelli, Braia, Coviello, Bellettieri, Sileo, Aliandro.

Hanno partecipato ai lavori della commissione, oltre al presidente Quarto, i consiglieri Carlucci (M5s), Bellettieri (FI), Baldassarre (Idea), Aliandro e Cariello (Lega), Cifarelli (Pd), Sileo (Gm), Braia (IV), Trerotola (Pl), Coviello (FdI).a
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