Pasolini e “Il Vangelo secondo Matteo”: a Barile un viaggio tra cinema, memoria e fotografia

Ci sono luoghi che il cinema non si limita a raccontare, ma che consegna alla memoria come materia viva. A Barile accadde nel 1964, quando Pier Paolo Pasolini arrivò nel borgo del Vulture per girare alcune scene de Il Vangelo secondo Matteo. Le sue immagini sono rimaste nel paesaggio, nelle cantine, nelle fotografie e nei racconti di chi quegli anni li ha vissuti. A più di sessant’anni di distanza, “Barile Visionaria. Cinema e letteratura. Alla scoperta dei luoghi di Pier Paolo Pasolini” torna su quella storia per rileggerla attraverso lo sguardo del cinema e della fotografia.

Il progetto, promosso dal Comune di Barile e finanziato nell’ambito del Programma Operativo Complementare (POC) Basilicata 2014-2020 – Asse 5 – Azione 8, prende il via sabato 22 agosto alle 18.30, in Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, con il convegno “Barile Visionaria – Pier Paolo Pasolini. Pasolini e i luoghi de Il Vangelo secondo Matteo.

Dopo i saluti del Sindaco Antonio Murano, di Angela Caselle dell’Associazione Torymus organizzatrice di Cantinando Wine&Art e di Angelo Bozza del Cineclub Pier Paolo Pasolini CINIT Barile, sul palco si alterneranno voci e sguardi diversi sul rapporto tra Pasolini e la Basilicata. A moderare l’incontro sarà Armando Lostaglio, critico cinematografico del CINIT Cineclub De Sica.

Interverranno Maura Locantore, direttrice del Centro Studi PPP Casarsa, Roberto Chiesi, direttore del Centro Studi – Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna, Paola Notario, architetto e autrice di una ricerca sul Parco Urbano delle Cantine di Barile, David Miliozzi, scrittore, sceneggiatore e critico d’arte, impegnato nello studio dell’archivio di Dante Ferretti e del suo rapporto artistico con Pasolini e Giuseppe Decio Notarangelo, presidente dell’Associazione culturale Pier Paolo Pasolini di Matera che accompagneranno il pubblico dentro quella stagione, tra cinema, luoghi, fotografie e racconti.

A riportare quella storia nella dimensione della memoria viva sarà Ninetto Davoli, attore e volto tra i più riconoscibili del cinema pasoliniano. Con lui, il racconto di una stagione irripetibile torna ad avere una voce, un volto, una testimonianza.

Al termine del convegno sarà proiettato “Barile 1964”, documentario a cura di Antonio Notarangelo dell’Archivio Notarangelo, che torna sui giorni delle riprese e sulla presenza di Pasolini a Barile.

Il racconto proseguirà poi attraverso la fotografia. Al Palazzo dell’Orologio la mostra “Matera, Barile e Il Vangelo secondo Matteo” riunirà gli scatti di Domenico Notarangelo e Angelo Novi, due importanti testimonianze fotografiche della stagione lucana del film. Le immagini raccontano Pasolini, la troupe, gli interpreti e i luoghi attraversati dal set, componendo una memoria che lega Matera e Barile.

Nel Parco Urbano delle Cantine, invece, saranno ancora le fotografie di Angelo Novi a guidare il visitatore, questa volta fuori dalle sale e dentro il paesaggio. Gli scatti collocati nei luoghi stessi in cui Pasolini girò le scene del film, danno vita ad un percorso fotografico site-specific che mette in dialogo le immagini del 1964 con le cantine e il paesaggio di oggi.

IL SINDACO MURANO: “NON SOLO MEMORIA, MA UN PATRIMONIO DA VIVERE”

«Il rapporto tra Barile e Pier Paolo Pasolini rappresenta una parte importante della nostra identità e della nostra storia, dichiara il Sindaco di Barile Antonio Murano, ma il nostro obiettivo non è semplicemente conservare una memoria. Vogliamo fare in modo che quella memoria continui a parlare al presente e diventi un’occasione di conoscenza, di incontro e di crescita per la nostra comunità. Pasolini ha visto nei nostri paesaggi, nelle nostre cantine, nei nostri volti e nella semplicità del nostro territorio qualcosa che poteva restituire l’autenticità del mondo che voleva raccontare.

Oggi tocca a noi rileggere quello sguardo e restituirlo ai visitatori attraverso la cultura, il cinema, la letteratura e il patrimonio del nostro paese. Barile Visionaria nasce proprio con questa ambizione: trasformare un’eredità culturale in un’esperienza contemporanea, capace di far conoscere Barile e di rafforzare il legame tra il nostro territorio, la sua storia e il suo futuro».

Il 22 agosto sarà solo l’inizio. Il progetto proseguirà fino a ottobre con altre iniziative, continuando a intrecciare cinema, letteratura, fotografia paesaggio e identità riportando l’attenzione sui luoghi che, più di sessant’anni fa, entrarono nella storia del cinema italiano.