La Camera, con il voto segreto, ha bocciato l’emendamento di FdI-Nm-Udc sulle preferenze e i capilista bloccati.
I favorevoli sono stati 187, i contrari 188. “Elezioni” e “dimissioni”. Dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze si sono levati questi cori dall’opposizione.
Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte:
“Bisogna assumersi la responsabilità delle proprie decisioni”.
“Dopo quattro anni, il governo” vuole “cambiare le regole del gioco”, con il “il tentativo proditorio di FdI e di Meloni di prendere in giro gli italiani con un finto emendamento sulle preferenze”.
“Meloni ha lanciato una sfida a metterci la faccia, ce l’avete messa e avete sfiduciato la vostra presidente del Consiglio”.
Conte ha chiesto di “aprire la crisi di governo e andare a casa”.
“È stato un voto contro l’arroganza” di “una leader donna che per difendere il suo potere era pronta a schiacciare quello delle altre donne”, ha commentato la segretaria del Pd Elly Schlein.
“E’ il momento di tornare a casa e di dare al paese un governo in grado di risolvere i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa”, ha esclamato.
“Abbiamo visto le opposizioni unite. A differenza di quanto hanno detto loro, che si sono trovati divisi appena sono andati al voto segreto”, ha aggiunto al sit-in organizzato da +Europa contro la legge elettorale fuori da Montecitorio, al fianco degli altri leader del campo largo.
“Abbiamo fatto questa battaglia compatti e non avremmo nemmeno immaginato che così presto sarebbero venuti giù”, ha aggiunto la leader dem, esprimendo l’intenzione di “andare avanti” con gli alleati del campo largo.
“Non c’è nessun programma migliore che attuare fino in fondo la nostra Costituzione”, ha sottolineato.
“Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale.
A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani”, scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi.
“C’è stato un voto di sfiducia nei confronti del governo Meloni che dovrebbe trarne le conseguenze immediatamente”. Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi nell’Aula della Camera. “Presidente Meloni, vada al Colle”, ha aggiunto.
Le opposizioni hanno poi chiesto la convocazione immediata della conferenza della capigruppo e la sospensione dei lavori. Il presidente di turno Fabio Rampelli ha annunciato la convocazione della Conferenza dei capigruppo per le 20.
I leader del campo largo – Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni – insieme a Riccardo Magi di Più Europa e Davide Faraone di Iv sono andati quindi davanti a Montecitorio nel sit-in organizzato contro la legge elettorale.
Tutti hanno chiesto che la premier Giorgia Meloni riferisca al presidente Mattarella e si apra una crisi di governo dopo che è stato bocciato l’emendamento sulle preferenze. Attorno a loro bandiere di Rifondazione comunista e cartelli con l’immagine di Meloni come una carta da gioco e sotto la scritta NO Melonellum.
“Altri non hanno presentato neanche un emendamento” sulle preferenze “e questo vuol dire prendere in giro gli italiani.
Noi ci mettiamo la faccia, voi ci mettete qualcos’altro.
Voi siete l’esempio di vigliaccheria incapaci di agire a viso aperto. La differenza è tra chi si assume le responsabilità e chi si nasconde. Andiamo avanti con le votazioni”, ha detto il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami parlando nell’Aula della Camera rivolto alle opposizioni.
“Il valore politico di quel che è accaduto non si nasconde. C’è una riflessione da fare ma sospendere i lavori” sulla legge elettorale “non è corretto”, ha affermato il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. “Qualora tutta la proposta di legge fosse bocciata ci sarebbe una riflessione più ampia da fare”, ha aggiunto.
La presidenza della Camera aveva ha dato il via libera al voto segreto su un centinaio di emendamenti alla legge elettorale su 200 presentati, e agli articoli 1, 2 e 3.
La richiesta delle opposizioni di scrutinio segreto, ha spiegato il presidente di turno Fabio Rampelli, “può essere accolta per tutte le proposte emendative e gli articoli del provvedimento per cui sussistono i requisiti”. Rampelli ha quindi ha annunciato la distribuzione di una tabella “con l’elenco di tutte le votazioni a scrutinio segreto accolte, a cui si aggiungerà anche la votazione finale”.


































