Secondo le stime preliminari dell’Istat a maggio l’inflazione è salita dello 0,4%, mentre il dato su base annua (rispetto allo scorso mese del 2025) si attesta al 3,2%.
Rispetto al picco di aprile (+1,1), il costo della vita ha continuato a crescere, ma più lentamente.
Da inizio anno, fa sapere today, i prezzi sono invece aumentati del 2,6%, ma se dal calcolo togliamo i beni più volatili – ovvero energia e alimenti freschi – il dato scende all’1,6%.
“L’accelerazione risente essenzialmente delle tensioni sui prezzi dei beni energetici non regolamentati – scrive l’Istat -, dei Servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona“.
In sostanza c’è stato pesante rincaro dei carburanti e dell’energia che non ha risparmiato neanche gli utenti del mercato tutelato (l’aumento delle bollette è stato in questo caso del 5,8% su base annua, con un rincaro di mezzo punto su base mensile).
Anche viaggiare è diventato sempre più caro, con un aumento dell’1,8% su base annua (anche se c’è stato un calo tra aprile e maggio).
I prezzi dei prodotti alimentari e di quelli per la pulizia della casa o l’igiene personale sono rimasti stabili.
Rispetto a un anno fa, la spesa in questo reparto costa il +2,3% in più (esattamente come il mese scorso), mentre il costo dei “prodotti ad alta frequenza d’acquisto” (le spese fisse quotidiane come caffè, giornali, bus) è salito del 4,5% in un anno.
Se guardiamo alle variazioni mensili va segnalato un bel balzo delle spese per il divertimento e la cura di sé (+1,4%), così come del cibo fresco (+0,6%), bollette e carburanti (+0,5%).
Secondo il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, “negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27” in Europa.
L’inflazione, ha detto Panetta, “potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori”.
La presidente della Bce Christine Lagarde ha sottolineato più volte che l’obiettivo è contenere l’inflazione intorno al 2%.
E con i dati che arrivano (non solo dall’Italia) diventa sempre più probabile un aumento di 25 punti dei tassi di interesse. La decisione arriverà l’11 giugno.


































