“Ci sono sofferenze che non fanno rumore.
Persone che ogni giorno sorridono fuori e crollano dentro.
Persone che convivono con l’ansia, con la depressione, con la paura, con il senso di vuoto e di solitudine senza riuscire nemmeno a trovare le parole per chiedere aiuto.
La salute mentale è una delle ferite più profonde del nostro tempo.
Una sofferenza silenziosa che cresce ogni giorno di più e che attraversa famiglie, giovani, adulti, anziani e, in maniera ancora più drammatica, il mondo delle carceri”.
Lo dichiara la Garante regionale per la salute, Tiziana Silletti, che aggiunge:
“Anche in Basilicata aumentano le richieste di supporto ai servizi di salute mentale e crescono patologie come depressione, disturbi d’ansia, dipendenze, disturbi bipolari e altre fragilità psichiatriche che troppo spesso si consumano nel silenzio e nell’isolamento.
Dietro questi dati ci sono vite umane.
Ci sono madri e padri che non sanno come aiutare un figlio che soffre.
Ci sono persone che combattono ogni giorno contro pensieri oscuri senza sentirsi comprese.
Ci sono detenuti che vivono il disagio mentale dietro le mura di un carcere, in luoghi dove la sofferenza rischia di diventare ancora più pesante e invisibile.
Ed è proprio questo che deve interrogarci come istituzioni e come comunità: nessuno dovrebbe sentirsi solo nel momento più difficile della propria vita.
In qualità di Garante del diritto alla salute, desidero rivolgere un ringraziamento sincero e profondo ai medici, agli psicologi, agli psichiatri, agli infermieri e a tutti gli operatori della salute mentale della Regione Basilicata che ogni giorno si prendono cura della fragilità umana con professionalità, sensibilità e straordinaria umanità.
Spesso lavorano in silenzio, con carichi enormi, tra difficoltà e carenze di risorse, ma continuano ad esserci. Continuano ad ascoltare, ad accogliere, a tendere una mano a chi rischia di sentirsi perso. Ma oggi il fenomeno è in crescita e non possiamo più aspettare.
Abbiamo il dovere di rafforzare i servizi di salute mentale, di investire nella prevenzione, nella presenza sui territori, nell’assistenza dentro e fuori le carceri.
Perché la salute mentale non riguarda soltanto la malattia.
Riguarda la dignità della persona.
Riguarda il diritto ad essere ascoltati, compresi, accompagnati.
E soprattutto riguarda la nostra capacità di restare umani davanti alla sofferenza degli altri.
È necessario agire con urgenza.
Il disagio mentale è in crescita e non può più attendere.
Servono servizi più forti, interventi tempestivi e una presenza reale accanto alle persone fragili. Nessuno deve essere lasciato solo nel proprio dolore”.

































