Concluse le operazioni di voto per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia.
Secondo gli exit pool il referendum mostra questi dati: No 49-53% e Sì 47-51%.
L’affluenza in Basilicata è stata del 53,27%:
- 52,10% nei Comuni della provincia di Matera,
- 53,89 nei Comuni della provincia di Potenza.
Subito dopo la chiusura dei seggi avvenuta alle ore 15:00 di oggi è cominciato lo spoglio.
Non era richiesto il superamento del quorum, quindi basterà un solo voto in più per far vincere il fronte del “sì” oppure il fronte del “no”.
Ecco le norme al centro del quesito referendario.
- Separazione delle carriere: l’attuale assetto costituzionale prevede la separazione dei magistrati in due tipologie, i giudici – che pronunciano le sentenze – e i pubblici ministeri – che conducono le indagini e rappresentano l’accusa. Con la riforma Cartabia (2022) è stata prevista la possibilità di cambiare carriera una sola volta, entro i primi 9 anni dall’entrata in servizio, passando da giudici a pubblici ministeri e viceversa. In caso di approvazione della riforma Nordio, non sarà più possibile cambiare funzione, neanche una volta: i magistrati dovranno decidere all’inizio della propria carriera se essere giudici o pubblici ministeri.
- Due Consigli superiori della magistratura: oggi la Costituzione prevede un solo Csm, organo composto da 33 membri presieduto dal capo dello Stato. La sua funzione principale è quella di vigilare sul corretto operato di tutti i magistrati, siano essi giudici o pubblici ministeri. Il nuovo articolo 87, in caso di approvazione della riforma, prevede che il capo dello Stato vada a presiedere due distinti Csm, quello giudicante e quello requirente, due nuovi organi che sostituiranno l’attuale Csm unico.
- Il sorteggio per entrare nei due Csm: con la modifica dell’articolo 104, cambierebbe il sistema di selezione per entrare nei due Consigli, i cui componenti non verranno più eletti ma estratti a sorte. I nuovi Csm saranno composti per due terzi da togati e per un terzo da membri laici. I primi sorteggiati tra tutti i magistrati, i secondi saranno estratti a sorte da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune.
- L’Alta Corte disciplinare: la riforma interviene anche sull’articolo 105 della Costituzione con la nascita di un’Alta Corte disciplinare, organo composto da 15 membri con il potere di sanzionare le toghe, in parte “laici” e in parte magistrati, che avrà la gestione dei provvedimenti disciplinari.

































