Via Appia UNESCO: a Palazzo San Gervasio nasce la rete per la valorizzazione della Regina Viarum

Una nota del Comune di Venosa ha fatto sapere:

“Si è svolto questa mattina, nella Sala del Trono, l’incontro dedicato al coordinamento per la Via Appia – “Regina Viarum”, un momento di confronto volto a far conoscere come istituzioni, enti, professionisti, associazioni e cittadini possano partecipare attivamente a una rete di coordinamento finalizzata alla valorizzazione dell’Appia Antica.

Il convegno ha rappresentato un’occasione di grande interesse e partecipazione, con il contributo di amministratori, studiosi e archeologi che per anni hanno lavorato al riconoscimento della Via Appia Antica, proclamata nel luglio 2024 60° sito UNESCO.

Un esempio concreto di collaborazione istituzionale al servizio del territorio.

All’incontro hanno preso parte S.E. Mons. Ciro Fanelli, il Presidente di ANCI Basilicata Gerardo Larocca, i Sindaci di Palazzo San Gervasio Luca Festino e Banzi Pasquale Caffio l’Assessore alla Cultura del Comune di Matera Simona Orsi, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo culturale.e associativo.

Un grazie particolare va Vitantonio Iacoviello, coordinatore Italia Nostra – Vulture Alto Bradano, che ha organizzato l”incontro sottolineando l’importanza della conoscenza e della tutela di questo straordinario patrimonio storico.

Nel corso dell’incontro, la dott.ssa Angela Maria Ferroni, coordinatrice tecnico-scientifica della candidatura UNESCO della Via Appia, e il Sindaco di Venosa Francesco Mollica hanno più volte ribadito l’importanza di fare rete, coinvolgendo associazioni, amministrazioni comunali, parchi e realtà territoriali, anche non direttamente interessate dal tracciato, per costruire un percorso condiviso di valorizzazione.

L’obiettivo comune è quello di proseguire nel lavoro di sensibilizzazione e promozione, affinché si possa arrivare a una maggiore conoscenza e consapevolezza del territorio e, successivamente, alla programmazione di azioni concrete per uno sviluppo turistico sostenibile e di qualità, a partire dal coinvolgimento delle scuole.

Perché senza formazione non c’è futuro”.