“La risoluzione approvata all’unanimità in Consiglio regionale per la tutela e il rilancio del comparto automotive e dell’indotto lucano, con particolare riferimento allo stabilimento Stellantis di Melfi, oltre che per l’attrazione di nuovi investimenti e la riconversione produttiva e occupazionale, assume un particolare significato prima di tutto di una strategia da seguire con metodo e strumenti innovativi e all’altezza della complessità dei problemi”.
Così l’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, per il quale “la sfida che ho lanciato a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, ad una responsabilità collettiva per lavorare insieme è stata accolta. Siamo dentro una fase di transizione seria, complessa, che richiede governo, visione e responsabilità istituzionale.
Nel merito, il documento definisce correttamente le azioni da mettere in campo, i passaggi istituzionali da compiere con Governo, Ministeri, Enti statali, soggetti imprenditoriali e sociali individuando gli strumenti più adatti come il “Patto di Filiera per Melfi e Indotto”, il “Patto per il rilancio industriale della Basilicata 2030” e il Piano regionale “Competenze per la Transizione” per automotive e filiere collegate, fondato su fabbisogni certificati.
Con uno sguardo realistico intendiamo andare oltre le problematiche Stellantis di Melfi per garantire, innanzitutto, l’equilibrio dell’intero sistema produttivo che ruota intorno allo stabilimento.
L’attività dell’indotto che non ha intercettato le nuove forniture, con alcune imprese hanno avviato processi di riorganizzazione, altre hanno subito contrazioni rilevanti, la decisione di internalizzare alcune attività logistiche ha prodotto effetti diretti sull’occupazione e sui servizi collegati, sono tutti indicatori che – continua Cupparo – ci impongono di avere una visione più ampia in una prospettiva di medio-lungo periodo.
Governare questa fase non significa limitarsi alla gestione dell’esistente. Significa costruire prospettive. Per questo stiamo lavorando alla creazione di un nuovo polo strategico nei settori emergenti, fondato sulle competenze già presenti: meccatronica, componentistica energetica, lavorazioni tecnologiche avanzate.
Non per sostituire l’automotive, ma per affiancarlo, rafforzando la resilienza del sistema produttivo regionale. Da qui nasce , la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3), la politica di attrazione investimenti verso tecnologie industriali strategiche ad applicazione civile prevalente e, ove pertinente, anche dual use, costituendo un “Polo regionale per Mobilità avanzata e Tecnologie industriali strategiche” quale piattaforma di progetti, partenariati e insediamenti, da attuarsi in raccordo con le amministrazioni statali competenti e nel rispetto della normativa applicabile.
Anche per le risorse finanziarie indichiamo “paletti” e priorità per sostenere: innovazione e digitalizzazione dei processi; efficienza energetica e competitività, anche favorendo, in raccordo con il Governo nazionale, l’accesso delle imprese dell’indotto a misure e meccanismi di sistema volti al contenimento dei costi energetici e al sostegno della competitività, nei limiti della programmazione vigente e delle risorse legittimamente disponibili; formazione e politiche attive; accompagnamento alla riconversione e reimpiego, evitando duplicazioni e sovrapposizioni con misure nazionali.
E’ questo che intendevo quando insieme alla sfida di condivisione ho parlato – anche in occasione dell’incontro con la delegazione di lavoratori dell’indotto Stellantis che ho ricevuto per ribadire l’impegno corale di tutto il Consiglio sul futuro occupazionale – della necessità di governare il cambiamento.
Il cambiamento resta la vera sfida del nostro tempo perché solo attraverso scelte condivise possiamo governare questa fase di trasformazione e costruire prospettive solide per la Basilicata.
La Basilicata non è ferma. È in trasformazione. E il nostro compito è governare questa trasformazione, con realismo, serietà e visione”.

































