Riceviamo e pubblichiamo una nota della Fismic:
“La ripresa lavorativa allo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi non ha portato grandi novità.
La vecchia Jeep Compass è, ormai, andata in “pensione”, la nuova deve ancora entrare in produzione, semaforo verde, invece, per la DS 8, anche se al momento si scontano problemi di approvvigionamento delle celle per le batterie, per la vecchia Renegade e 500 X che sono, tuttavia, a fine produzione prevista per la fine di ottobre prossimo.
Nel frattempo dovrebbe essere inserita in linea la nuova Jeep Compass”.
Afferma il segretario generale della Fismic Basilicata Pasquale Capocasale:
“Siamo nel pieno della transizione dei modelli in attesa del nuovo piano piano industriale per l’Italia che il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Filosa, dovrebbe illustrare agli inizi del nuovo anno.
Da quest’ultimo rivendichiamo un deciso cambio di passo non solo per quanto riguarda i modelli, ma anche le motorizzazioni.
Oggi, infatti, i modelli Stellantis scontano sul mercato la scarsa disponibilità di motorizzazioni.
In particolare su quelle termiche che rappresentano, invece, il grosso del mercato. Serve, quindi, ampliare la gamma dei motori, così come serve rimettere nel ciclo produttivo le motorizzazioni diesel che coprono ancora una grande fetta del mercato in Europa“.
Un gap che deve essere recuperato il più presto possibile. Se è vero che il plug in e l’elettrico sono adesso in una fase di stagnazione che potrebbe anche incrementarsi, è anche vero che le quote di mercato che Stellantis ha perso in maniera consistente negli ultimi due anni sono dati ancora dalle motorizzazioni termiche oltre che dai nuovi modelli.
“Questo vuol dire che se da un lato lo stabilimento Stellantis di Melfi – spiega Capocasale– si è garantito l’assegnazione di quattro nuovi modelli, con la DS7 e la Lancia gamma che già s’intravedono nel 2026, ai quali ci auguriamo si possa aggiungere anche la nuova Alfa Romeo Tonale che appartiene alla piattaforma STLA di Melfi, dall’altra è necessario aggiungere anche un’ampia gamma di motorizzazioni termiche (anche diesel), mild hybrid, plug in e bev. Solo così si possono recuperare quote di mercato per garantire la tutela occupazionale”.