Riforma Sport: superati i 10000 euro annui anche gli sportivi dovranno pagare i contributi! I dettagli

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa del Comitato Regionale LND (Lega Nazionale Dilettanti) Basilicata sull’abolizione del vincolo sportivo e il riconoscimento della figura del lavoratore sportivo.

Ecco nei dettagli:

Abolizione del ‘vincolo sportivo’ tra cinque anni e riconoscimento della figura del lavoratore sportivo, a partire dal mese di Luglio 2022, con il versamento dei contributi previdenziali per chi supera la no tax area di 10 mila euro annui, sono le maggiori novità contenute nei decreti legislativi per l’attuazione della riforma dello sport da parte del Consiglio dei Ministri.

Cambiamenti accolti come un fulmine a ciel sereno dagli addetti ai lavori e anche con una certa preoccupazione sulle ripercussioni che tale riforma potrà avere sul futuro delle società dilettantistiche.

La Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio), unitamente ad altre federazioni sportive, aveva cercato con una lettera al premier di fermare o, quanto meno, posticipare la riforma dello sport.

Ma non c’è stato nulla da fare”.

Afferma il presidente del Comitato Regionale Lnd Basilicata, Piero Rinaldi:

“Si tratta di decisioni importanti che vanno a stravolgere l’attuale assetto delle società dilettantistiche con ripercussioni, facilmente, intuibili sul futuro dell’intero movimento calcistico dilettante.

Le nostre società già sono allo stremo per effetto della pandemia che ha bloccato ogni attività da diversi mesi.

Con l’approvazione di queste norme avranno il colpo di grazia.

Dispiace che il Governo non abbia preso in considerazione le ragioni di coloro che, in rappresentanza di decine di migliaia di tesserati e di società, avevano cercato di far desistere l’esecutivo dal proprio intento.

Ma tant’è.

Ne prendiamo atto e da adesso per noi, che abbiamo il dovere di tutelare le nostre società dilettantistiche, si apre una stagione di dure battaglie.

Ne va del futuro del nostro movimento”.

a
a

VULTURENEWS.NET®
(Autorizzazione Tribunale n. 466)