OSPEDALE MELFI: VALVANO REPLICA “NON POSSO CONTINUARE AD ASSISTERE PASSIVAMENTE AL DIBATTITO”

Ancora rumore intorno al tema della carenza di personale degli ospedali lucani, situazione che interesserebbe anche quello di Melfi.

Ad esprimersi questa volta è Livio Valvano, segretario regionale PSI Basilicata e Sindaco di Melfi.

Ecco la nota completa:

“Adesso anche la carenza di medici motivata con ‘il degrado gestionale’?

Mi sembra davvero eccessivo e per questo non posso continuare ad assistere passivamente a un dibattito che sta prendendo una piega diversa rispetto al merito.

Evito di commentare la decisione presa da Angelo Summa che, evidentemente, ha agito a titolo personale, da cittadino titolare del diritto costituzionale di elettorato attivo e passivo, più che da segretario di un grande sindacato come la Cgil, quando ha deciso di presentare esposto all’autorità giudiziaria rispetto alla decisione del governo regionale di nominare dei commissari ai vertici delle aziende sanitarie, in via temporanea, in questa fase di trasformazione non completata.

Che siamo in una fase di trasformazione del sistema è evidente e lo ha ribadito più volte il governo regionale.

Se questa fase ancora in atto giustifica o meno il ricorso a dei commissari per accompagnare il processo di ulteriore cambiamento, sinceramente è un dibattito che non mi appassiona per la sua sterilità rispetto ai problemi da affrontare che riguardano, invece, la vitalità di un sistema e la sua capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini.

Ad Angelo Summa devo replicare che non c’è alcun collegamento tra la opinabile decisione del governo regionale di nominare i commissari anziché i direttori generali e la carenza di medici.

Summa sa bene che la carenza di medici è un problema nazionale che deriva dal repentino venir meno della deroga alla limitazione degli orari di lavoro, combinata al numero chiuso delle università.

Per questo la specializzazione in medicina dell’UNIBAS (se si riuscisse a farla) potrebbe aiutare molto, non è un’idea affatto peregrina.

Da due anni tutte le aziende sanitarie italiane sono in stato di perenne allerta per reclutare personale medico che non c’è.

Si chiudono ospedali e reparti in tutte le regioni italiane, questa è la realtà.

In Basilicata, grazie alla legge di riordino approvata dal Consiglio Regionale nel 2017, si sta cercando di resistere, mantenendo in vita i presidi territoriali come Melfi, Lagonegro, Villa D’Agri e Policoro che, senza quella legge, avrebbero subito tagli e chiusure e che certamente, in questa fase, assorbono risorse mediche che non possono essere tutte accentrate nei presidi di Potenza e Matera.

Questo lo sappiamo, ma è sacrosanto e giusto che sia così!

Un plauso va alla maggioranza che si è assunta una responsabilità importante e che ha voluto applicare fino in fondo il principio di solidarietà e di uniformità territoriale.

Almeno ci sta provando.

Interventi migliorativi sono possibili, ben vengano.

Ma è proprio di questo che dobbiamo parlare e sui cui forze politiche e rappresentanze sindacali dovrebbero confrontarsi.

Commissari o direttori generali la musica non sarebbe cambiata.

Oggi avremmo comunque penuria di medici in tutti i presidi.

Mi aspetto di poter avere l’occasione di un confronto con la CGIL e le altre organizzazioni sindacali sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei servizi, su cosa fare per migliorare, su cosa fare per supportare, per esempio, i lavoratori dei servizi esternalizzati del CROB o di altri presidi, per uscire fuori da una condizione che riduce la dignità dei lavoratori.

È una fase complicata che con pazienza e lucidità saremo in grado di superare governando il sistema, in una logica di cooperazione anziché di perenne conflittualità.

Noi ci crediamo e, per quel che possiamo, continueremo a dare il nostro contributo”.