Melfi, Pasquale Nigro: “dopo aver investito anima e corpo se non arriveranno risposte dalle istituzioni si sarà costretti a licenziare”. Ecco le sue parole

Nella nostra Terra sono sempre di più le imprese che non si arrendono e che puntano alla creazione di numerosi posti di lavoro quale condizione essenziale per aumentare la crescita, combattere la povertà e rafforzare la coesione sociale.

Proprio in quest’ottica è nato circa due anni fa, nella zona industriale di San Nicola di Melfi, Punto Nigro Service amministrata da Pasquale Nigro.

Parliamo della stazione di servizio con distributore di Metano e Autolovaggio (sia self service che servito) a 100 metri da Punto Nigro Cafè, nata per offrire un ecosistema di servizi tra loro integrati (assente nel territorio di Melfi).

Lo scorso luglio un’altra grande novità firmata Nigro è stata offerta ai clienti.

Sulla Strada Provinciale di Leonessa (Melfi) ha aperto le porte Masseria Spinale Wine Resort, una struttura ricettiva immersa in uno stupendo vigneto.

Oltre ad altre attività situate nella regione (che danno lavoro a circa 30 persone) e nonostante il grande impegno speso e gli investimenti affrontati oggi Pasquale si trova a fare i conti con l‘aumento repentino dei prezzi di mercato del Metano, che registra cifre da capogiro.

Come detto, nel 2021, ha aperto il distributore di metano Punto Nigro Service (uno dei 100 distributori di metano che hanno aperto nello stesso anno in Italia).

Il progetto iniziò a prendere forma circa 5 anni prima, quando molti dei clienti del Punto Nigro Cafè (attività storica della zona industriale) che viaggiavano con auto a metano e che per fare rifornimento alle loro auto percorrevano decine di chilometri di tragitto in più, chiedevano perché nessuno in zona aveva ancora investito in questo tipo di attività.

Pasquale dopo vari studi di fattibilità e valutando il business plan, lo stesso che è stato valutato da chi ha dato autorizzazioni ad aprire l’attività (Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Potenza), avendo già un terreno adibito a questo tipo di attività e pagando una somma per gli oneri di urbanizzazione al Consorzio ASI, dopo circa 5 anni di dura burocrazia per ottenere tutte le autorizzazioni (le stesse che sarebbero servite per aprire un pozzo di petrolio…), nel gennaio 2021, riesce ad aprire finalmente l’impianto.

Questo, quando il mercato del metano era in continua evoluzione.

Con 10 euro di metano, infatti, un’auto riusciva a percorrere oltre 300 km e l’impatto ambientale era molto basso (essendo un carburante completamente naturale).

Ecco cosa Pasquale ha dichiarato invece oggi alla nostra Redazione:

“Nel giro di 6 mesi sono riuscito a portare il distributore a pieno regime assumendo 3 dipendenti per coprire gli orari di apertura che coprivano tutte le turnazioni dei lavoratori dell’area industriale, e a vendere anche ad un prezzo molto conveniente.

Data l’eccessiva richiesta, anche da parte della regione con l’incentivo all’acquisto di mezzi per il trasporto pubblico a metano, ho iniziato a progettare ulteriori investimenti e nuove assunzioni già da gennaio 2023.

Essendo il primo anno, con il nostro partner chiudemmo un contratto con scadenza 30/09/2021 (fine dell’anno termico) dove al rinnovo avremmo avuto condizioni molto più agevolate conoscendo i consumi giornalieri dell’impianto e come normalmente si è fatto negli ultimi 30 anni per questo tipo di attività.

Tutto questo dura poco perché il 1/10/2021 (inizio dell’anno termico) quando della guerra non se ne sentiva nemmeno parlare rinnovai il contratto ad un prezzo variabile per un altro anno per poi bloccarlo appena sarebbe calato, mantenendo comunque l’occupazione dei dipendenti.

Ciò non è accaduto perché nel frattempo è iniziata la guerra tra Russia e Ucraina e non si è più riuscito a mantenere un equilibrio sul prezzo.

Chiedo al presidente della Regione Basilicata o a chi di competenza, a nome della nostra azienda e di tutti i nostri colleghi e dipendenti delle nostre attività, dei proprietari di auto, pullman e camion a metano, quale sarà il nostro futuro?

Dovremmo chiudere e licenziare i nostri dipendenti, fermare auto che ad oggi non è possibile nemmeno vendere perché non le comprerebbe nessuno e ancor peggio anche le nostre attività e attrezzature che oggi non avrebbero nessun valore, non pagare eventuali leasing, fitti di attività, IMU, TARI, tasse, contributi ecc…

Chiedo una risposta urgente entro il 30/09/2022 (fine dell’anno termico) prima di sottoscrivere un nuovo contratto a prezzi svantaggiosi per il settore”.

Nella speranza che la situazione migliori e che arrivino validi aiuti per chi offre un servizio di qualità alla comunità ci complimentiamo con Pasquale (email: puntonigroservice@gmail.com) per non essersi mai arreso e aver deciso di investire nel nostro territorio creando anche nuovi posti di lavoro per i giovani della nostra zona.

Questo l’indice sull’aumento esponenziale dei prezzi negli ultimi mesi.

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