Melfi, non si possono chiudere le strade della Basilicata ai Turisti in Vespa, Ciclisti e Motociclisti! Ecco il comunicato del Vespa Club

Anche il Vespa Club Melfi si associa alle denunce contro la decisione della Provincia di Potenza. Ecco quanto dichiarato:

“Coscienti di come molteplici zone della nostra regione siano tanto belle quanto sconosciute, un obiettivo che perseguiamo sin dalla nostra costituzione è quello di sponsorizzare e, più possibile, valorizzare i luoghi e le culture del nostro meraviglioso territorio.

Le ordinanze messe in atto in questi giorni dalla Provincia di Potenza, atte a vietare l’uso della SP6 e della SP50 a ciclisti e motociclisti, come già successo per arterie stradali importanti del Basso Melfese, oltre a minare alla base tutte le attività che abbiamo programmato nell’anno in corso, come il raduno nazionale del 18/19 di Giugno e la gara di regolarità da svolgersi tra le strade della Lucania e della vicina Irpinia, pongono un serio limite di apertura nei confronti delle migliaia di tesserati del Vespa Club d’Italia interessati ad alimentare il rapporto di amicizia con il nostro Club e conoscere le bellezze regionali tanto decantate nei nostri raduni ufficiali e virtuali.

Come Vespa Club chiediamo in maniera perentoria che la Provincia faccia un passo indietro su tali decisioni, poiché dare seguito a queste ordinanze significherebbe ostacolare pesantemente, se non addirittura interrompere, le attività di molteplici e rispettosi appassionati, Club Ufficiali e Associazioni Sportive che da sempre si impegnano a non chiudere le porte della Basilicata in faccia a tanti turisti vespisti, ciclisti o motociclisti desiderosi di approfondire la conoscenza di un territorio, quello lucano, troppo poco considerato, pubblicizzato e valorizzato dalle nostre stesse istituzioni, ma ricchissimo di fascino, storia e cultura.

La nostra intera comunità non può pagare per le scelte sbagliate e le colpe di pochi!

Noi amiamo la nostra terra, noi siamo il Vespa Club Melfi”.

a
a

VULTURENEWS.NET®
(Autorizzazione Tribunale n. 466)