Melfi, due settimane in corsia all’Ospedale San Giovanni di Dio: questi studenti incontrano la realtà

Due settimane possono sembrare poche, ma se trascorse tra corsie ospedaliere e reparti diventano un’esperienza capace di lasciare un segno profondo.

È ciò che è accaduto agli studenti dell’IIS “Gasparrini-Righetti” di Melfi, indirizzo Biotecnologie Sanitarie, che hanno svolto un percorso di stage presso l’ospedale San Giovanni di Dio, con la supervisione della Professoressa Donno e del Professor Zampino.

Un’esperienza intensa, resa possibile grazie alla collaborazione tra scuola e personale sanitario, che ha permesso ai ragazzi di entrare in contatto diretto con la realtà dell’ospedale, cambiando reparto ogni due giorni e osservando da vicino il lavoro di medici, infermieri e operatori.

Il primo impatto è stato in Ostetricia, un ambiente carico di responsabilità ma anche di grande umanità.

Qui gli studenti hanno potuto assistere a momenti delicati e significativi del percorso di cura, comprendendo quanto professionalità e sensibilità vadano sempre di pari passo.

In sala operatoria hanno percepito la concentrazione e il lavoro di squadra che caratterizzano gli interventi, rimanendo colpiti dalla disponibilità dell’équipe nel spiegare e coinvolgere.

Importante è stato anche il rapporto che si è creato con alcuni pazienti, piccoli gesti di vicinanza che hanno reso l’esperienza ancora più autentica.

In Pediatria le emozioni si sono fatte ancora più intense. Tra visite e controlli, il momento più significativo è stato l’attesa di una nuova nascita.

Anche senza poter assistere direttamente, il primo pianto di un neonato e la gioia dei familiari hanno rappresentato un’esperienza che ha lasciato un segno profondo in tutti loro.

In Ortopedia gli studenti hanno scoperto un’altra dimensione dell’assistenza sanitaria, fatta non solo di cure mediche ma anche di attenzione quotidiana e supporto costante ai pazienti. Collaborare nelle attività di reparto ha permesso loro di comprendere quanto ogni ruolo, anche quello meno visibile, sia fondamentale nel percorso di guarigione.

Il reparto di Medicina interna è stato forse il più impegnativo dal punto di vista emotivo. Qui hanno incontrato la fragilità in modo diretto, osservando situazioni complesse che li hanno portati a riflettere sul valore della dignità, dell’ascolto e della presenza.

È stato un confronto che ha fatto maturare una consapevolezza nuova: dietro ogni cartella clinica c’è una persona, con la propria storia e le proprie paure.

Gli ultimi giorni, trascorsi nel Laboratorio analisi, hanno mostrato il lavoro silenzioso ma essenziale che sostiene l’intero sistema sanitario. Precisione, organizzazione e rigore scientifico sono emersi con forza, offrendo una visione completa di quanto sia articolato il percorso di cura.

Al termine delle due settimane, ciò che resta non è soltanto ciò che è stato osservato, ma ciò che è stato interiorizzato. L’esperienza ha rafforzato in molti studenti la passione per l’ambito sanitario e la consapevolezza che il loro futuro professionale non sarà fatto solo di competenze tecniche, ma soprattutto di relazione, empatia e contatto umano.

Per gli studenti di Biotecnologie Sanitarie dell’IIS “Gasparrini-Righetti”, lo stage al San Giovanni di Dio non è stato semplicemente un progetto formativo, ma un passaggio concreto verso il futuro, un’occasione di crescita che ha trasformato la teoria studiata sui libri in esperienza vissuta.