Lavello: un consiglio comunale aperto su lavoro, socialità e persona. La richiesta

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Danilo Di Chio, pres. sezione ANPI Lavello (PZ):

“Quella occupazionale è una crisi che i lunghi mesi di emergenza sanitaria hanno solo accentuato.

Si rischia di arrivare ad un punto dal quale è difficile tornare e l’Anpi, assieme ad associazioni, partiti e sindacati, è costantemente impegnata nella promozione di una democrazia più ampia e più forte, coinvolgendo le forze migliori della nostra società per garantire il rafforzamento dei valori fondamentali di solidarietà e prossimità.

Abbiamo espresso questa nostra volontà con la manifestazione dello scorso 2 giugno, quando a Lavello abbiamo celebrato il 75° della Festa della Repubblica scegliendo di confrontarci, col nostro gazebo, con iscritti e cittadini.

L’area nord della Basilicata è stata e resta un territorio cruciale rispetto alle grandi dinamiche legate al mondo dell’occupazione e non solo.

In quell’occasione avevamo annunciato che l’Anpi ‘Mario Miscioscia’, con l’Arci, la Camera del Lavoro CGIL LAVELLO, il PD Lavello A.R. Carretta, l’Uds Lavello Pz e assieme al Presidio Libera Vulture-Alto Bradano, avrebbe proposto, unitariamente, all’Amministrazione comunale la convocazione di un CONSIGLIO COMUNALE APERTO per affrontare in maniera condivisa le numerose vertenze occupazionali ormai presenti sul territorio, le possibili forme di contrasto alle povertà e al caporalato, insieme al disagio espresso dal mondo della Scuola.

Così è stato. La richiesta è stata consegnata ieri, invitando il presidente del Consiglio comunale, il Sindaco e i capigruppo a convocare un’adunanza ‘aperta’ del Consiglio Comunale, sul tema ‘Lavoro-Socialità-persona’ utile e necessario per tenere un incontro-confronto con la popolazione, per affrontare in maniera condivisa le numerose vertenze occupazionali ormai presenti sul territorio (da ex Auchan alla vicenda di Stellantis, ma non solo), le possibili forme di contrasto alle povertà e al caporalato, il disagio espresso dal mondo della Scuola.

Occorre un confronto d’idee e proposte che vada oltre la rappresentanza politica di maggioranza e minoranza consiliare, allargando la partecipazione attiva all’intera popolazione”.

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