In Basilicata i nostri nonnini tornano a sorridere in compagnia di speciali clown dal grande cuore! I dettagli

Scrive “Clown Gente Allegra- Comunità Emmanuel” dopo un’emozionante e tanto attesa ripresa delle attività di clown terapia:

“Fino a poco più di un anno fa organizzare un turno di clownterapia presso l’Ospedale o le Rsa era una routine consolidata e felice, con cui noi nasi rossi dell’Associazione Clown Gente Allegra – Comunità Emmanuel eravamo abituati a scandire le nostre settimane.

Poi la PANDEMIA.

Indossare nuovamente gli abiti colorati, sistemare il naso rosso al di sopra della mascherina e tornare a giocare è diventato un sogno, un miraggio a cui rivolgere le nostre speranze nell’attesa di quel tanto desiderato ritorno alla normalità.

In questi mesi scanditi dalla paura, dalla solitudine, dalla rarefazione dei contatti fisici, dalle nuove abitudini che abbiamo imparato a coltivare, sebbene non abbiamo mai dismesso il nostro naso rosso, continuando ad usare i social quale strumento per raccontare buone notizie (TgClownews) , promuovere splendide realtà associative della nostra città e regalare sorrisi con i nostri video, il nostro pensiero è stato sempre rivolto a chi, in questa pandemia ha pagato forse il prezzo più alto: i nostri nonnini, quelli che a causa del virus non abbiamo più potuto incontrare nelle Rsa.

Lontani dai propri cari, spaventati e ancora più fragili, gli ospiti delle RSA, hanno patito forse in maniera ancora più drammatica l’isolamento e la solitudine.

Forse per questo tornare ad incontrarli è stato per noi clown di Gente Allegra un momento così intenso ed emozionante.

Perché, finalmente quel giorno è arrivato.

Nel completo rispetto delle normative anti-contagio, una piccola delegazione di clown cui è stata completata la somministrazione del vaccino, è stata invitata dalla direzione della RSA R. Acerenza di Potenza.

Un grazie particolare alla dott.ssa Milano per la sua disponibilità e cortesia.

Non è tanto importante raccontare quello che abbiamo fatto, quanto quello che abbiamo vissuto.

È sempre stupefacente quello che al termine di ogni turno di clownterapia noi portiamo a casa in termini di emozioni, ma in questo pomeriggio ogni sensazione è stata amplificata.

Balli, canti, piccole gag, giochi, ci hanno consentito di squarciare un muro di tristezza in quegli occhi sulla cui retina è impresso il ricordo e la nostalgia.

Un camice colorato e un naso rosso possono portare un malato fuori dalle mura dell’Ospedale o dalle RSA.

Anche solo con la mente.

Anche solo per qualche minuto.

La clownterapia o terapia del sorriso è, come dice la parola stessa, una terapia e per somministrarla non serve essere medici, basta avere la volontà e la professionalità di infondere buonumore nelle persone.

Emozionati, felici, grati alla RSA R. Acerenza (PZ) per averci accolti e per aver permesso a noi e ai nonnini di giocare insieme, di abbracciarci coi pensieri, abbiamo concluso il nostro secondo turno clown dopo oltre un anno e mezzo con immutato entusiasmo e con ancora nelle orecchie la voce di una splendida ragazza degli anni 30 che vedendoci andare via, ci ha chiesto di tornare.

PRESTO PERÒ.

Perché quando sei un clown di corsia impari che magari non puoi essere una penna in grado di riscrivere il mondo, ridisegnare la realtà, progettare un futuro immune dalla tristezza, ma quando indossi il tuo piccolo naso rosso puoi diventare una gomma che anche solo per qualche attimo cancella la tristezza dal volto di chi ti è di fronte”.

Ecco alcune foto dei momenti trascorsi insieme ai nonni della RSA di Acerenza.

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