Coronavirus, ministro Speranza: “Non possiamo permetterci un’altra ondata di contaminazione. Chi viene dai paesi a rischio deve fare 14 giorni di quarantena”

Così il ministro della Salute Roberto Speranza a ‘Non è un paese per giovani’ su Radio2:

“Nel mondo la situazione è molto complessa, dobbiamo mantenere un livello di grandissima precauzione.

Oggi chi arriva da paesi extra europei ed extra Schengen deve fare la quarantena per 14 giorni.

Questa norma è già prevista nel nostro Dpcm ed è vigente, e penso che vada ancora conservata.

Perchè è vero che l’Europa e l’Italia stanno un po’ meglio ma a livello globale la situazione non va migliorando, lo vediamo in Usa, in America Latina.

Abbiamo bisogno di dire alle persone che ripristiniamo l’apertura delle frontiere, e ci mancherebbe, ma chi viene dai paesi a rischio, extra Schengen, deve fare 14 giorni di quarantena.

Non possiamo permetterci un’altra ondata di contaminazione.

La seconda ondata è possibile, nessuno può escluderla con certezza.

Quello che è certo è che stiamo imparando a conoscere il virus.

Di solito ci vogliono molti anni per conoscere a fondo un virus nuovo, ma oggi abbiamo molti più.

Dobbiamo continuare a rafforzare il nostro servizio sanitario per essere pronti il che significa rafforzare ospedali, aumentare la nostra capacità di fare contact tracing e seguire i focolai.

Dobbiamo farci trovare pronti.

Passi avanti ne sono stati fatti molti ma dobbiamo ancora tenere un livello di attenzione molto alto.

In queste settimane ho firmato più ordinanze di quante se ne firmino in anni.

Scelte drammatiche, era il momento di concentrarsi sulle cose da fare.

La politica deve recuperare un elemento di sobrietà, non è un talk show permanente.

Quando vedo immagini di assembramenti sono preoccupato, dobbiamo ancora rispettare alcune regole fondamentali.

Ma ho fiducia nei cittadini.

Voglio sottolineare che al di là di ogni stereotipo gli italiani sono stati davvero straordinari, hanno avuto un comportamento esemplare per la stragrande maggioranza dei casi.

La prova non era facile, e sono stati all’altezza della sfida.

E’ chiaro che dopo tante settimane c’e’ una volontà naturale del Paese di ripartire.

E’ comprensibile ma dobbiamo farlo rispettando alcune regole fondamentali: mascherina, distanziamento, lavare le mani.

Quelle dobbiamo ancora seguirle”.

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