Nei giorni scorsi è stato sottoscritto, presso lo stabilimento Stellantis di Melfi, l’accordo di proroga del Contratto di Solidarietà (CDS). L’intesa, valida dal 17 agosto al 31 dicembre 2026, interesserà 4.409 lavoratrici e lavoratori e rappresenta uno strumento necessario per accompagnare una fase ancora complessa sotto il profilo produttivo e organizzativo.
«Il percorso che abbiamo davanti è tutt’altro che semplice – evidenzia Evangelista –. Il settore automotive è chiamato a confrontarsi con profonde trasformazioni tecnologiche, con gli elevati costi dell’energia e con una concorrenza internazionale sempre più intensa, segnata anche dalla forte espansione dei costruttori cinesi.
Per Melfi il biennio 2026-2027 sarà decisivo per rafforzare la competitività dello stabilimento e dell’intera filiera attraverso investimenti, innovazione, politiche energetiche competitive e una strategia industriale condivisa. Il 2028 sarà l’anno della verità: sarà allora che capiremo se il percorso avviato avrà prodotto i risultati attesi in termini di volumi produttivi, occupazione e rilancio dell’intera filiera automotive lucana.
Per questo sarà fondamentale che Governo, Regione e tutti gli attori della filiera continuino ad accompagnare questa fase con politiche industriali, energetiche e infrastrutturali capaci di sostenere la competitività del polo automotive lucano.
Ad oggi sono ufficialmente avviate le produzioni della DS 8 e della Jeep Compass. Lo stabilimento si appresta ora alla pausa estiva, prevista dal 27 luglio al 16 agosto. Alla ripresa delle attività produttive, Melfi avvierà la produzione della DS 7 e, a seguire, della Lancia Gamma. Con quest’ultima, entro la fine dell’anno, si completerà questa fase del piano produttivo.
Per quanto riguarda il nuovo SUV Alfa Romeo, il cronoprogramma prevede l’avvio delle pre-serie nel 2027 e l’inizio della produzione nel 2028, pur con l’obiettivo di anticiparne il lancio. Con il SUV Alfa Romeo si completerà il piano industriale, portando lo stabilimento di Melfi a produrre cinque modelli appartenenti a quattro dei quattordici marchi del Gruppo Stellantis.
L’introduzione progressiva dei nuovi modelli, insieme alle motorizzazioni ibride di nuova generazione, rappresenta un passaggio strategico per il futuro dello stabilimento. L’aumento dei volumi produttivi dovrà tradursi in maggior lavoro anche per l’intera rete delle aziende dell’indotto, che continua a pagare il prezzo più alto della crisi del settore e rappresenta un elemento essenziale per la competitività del polo automotive di Melfi.
«Intanto – prosegue Evangelista – lunedì 27 luglio si prevede un esito positivo dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza PMC e Brose, grazie anche alla disponibilità di C Costruzioni a investire in un nuovo progetto industriale. Dopo oltre un anno di confronto istituzionale e sindacale, sostenuto dal presidio permanente dei lavoratori della PMC e dall’attenzione costante del Vescovo di Melfi, l’intesa dimostrerà che, attraverso una politica industriale condivisa e nuovi investimenti, è possibile salvaguardare l’occupazione, valorizzare le competenze e garantire una prospettiva produttiva ai lavoratori dell’indotto automotive.»
L’intesa assume così un valore che va ben oltre le due aziende coinvolte. Rappresenta la dimostrazione che anche la perdita di importanti commesse può essere affrontata con un percorso di riconversione industriale, capace di tutelare il lavoro e creare nuove opportunità di sviluppo. Un segnale importante per l’intero sistema industriale lucano, che dimostra come le crisi possano essere affrontate e superate attraverso il dialogo, la responsabilità condivisa e una visione industriale orientata alla continuità produttiva e occupazionale.
«Ogni giorno – ricorda Evangelista – il polo industriale di Melfi richiama migliaia di lavoratrici e lavoratori provenienti da tutta la Basilicata e dalla vicina Puglia, circa 9.000 tra occupazione diretta e indotto, alimentando un sistema economico che sostiene imprese, servizi e intere comunità. Per questo il futuro dello stabilimento e dell’intera filiera automotive non può essere considerato una questione esclusivamente regionale, ma rappresenta una priorità di interesse nazionale.»
«Stellantis è un asset strategico per Melfi e per l’intera Basilicata – conclude Evangelista –. I nuovi modelli e le nuove motorizzazioni dovranno tradursi in maggiori volumi produttivi, nuova occupazione e prospettive concrete per tutta la filiera. Il 2028 sarà l’anno della verità: sarà allora che si misurerà la capacità del piano industriale e delle politiche di sostegno messe in campo dalle istituzioni di rilanciare lo stabilimento, l’indotto e l’intero sistema automotive lucano».


































