Dopo 20 anni tocca alla Basilicata offrire l’olio destinato ad alimentare, per un intero anno, la lampada votiva di San Giovanni Gualberto, Patrono dei Carabinieri Forestali. I dettagli

Dopo vent’anni è stata nuovamente la Regione Basilicata a offrire l’olio destinato ad alimentare, per un intero anno, la lampada votiva di San Giovanni Gualberto, Patrono dei Carabinieri Forestali, nel corso della solenne celebrazione svoltasi presso l’Abbazia di Vallombrosa, in Toscana.

Un appuntamento che, ogni anno, vede alternarsi una diversa Regione italiana e che rappresenta uno dei momenti più significativi della tradizione nazionale dedicata alla tutela del patrimonio forestale, nel segno della fede, della custodia del creato e del servizio svolto quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri Forestali.

Alla cerimonia hanno preso parte il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il Vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, i vertici dell’Arma dei Carabinieri, le autorità civili, militari e religiose e la delegazione istituzionale lucana.

Accanto alla cerimonia, la Basilicata ha scelto di raccontarsi anche attraverso l’installazione immersiva multimediale «Motherland – Dove la natura abbraccia il futuro», offrendo ai visitatori un percorso tra immagini, suoni e testimonianze dedicato a uno dei patrimoni forestali più importanti del Mezzogiorno.

Un’esperienza pensata per valorizzare il legame profondo tra ambiente, identità e comunità, raccontando la ricchezza naturalistica della regione attraverso un linguaggio innovativo e coinvolgente.

Ha dichiarato l’Assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala:

“Questa celebrazione custodisce una storia antica e un messaggio di straordinaria attualità.

Tornare a Vallombrosa, dopo vent’anni, come Regione chiamata a offrire l’olio per la lampada votiva rappresenta per la Basilicata un momento di grande orgoglio e di profonda emozione.

L’olio che alimenta la lampada è un gesto semplice, ma ricco di significato: è il segno di una luce che continua ad accompagnare il cammino di quanti dedicano il proprio impegno alla tutela delle nostre foreste e dell’ambiente”.

La Basilicata partecipa a questa celebrazione portando con sé il valore di un patrimonio forestale che supera i 355 mila ettari, pari a circa il 36% del territorio regionale, una delle più importanti ricchezze ambientali del Mezzogiorno e dell’intero Paese.

Ha continuato l’assessore:

“I nostri boschi raccontano la storia delle comunità che li hanno custoditi nei secoli.

Sono luoghi di biodiversità, di cultura e di identità, che meritano attenzione, rispetto e una gestione sempre più responsabile.

Per questo la Regione continuerà a investire su vivaistica forestale, prevenzione del rischio idrogeologico e formazione, affinché la tutela del bosco resti un impegno concreto e non solo una ricorrenza da celebrare”.

Cicala ha quindi rivolto un particolare ringraziamento a quanti hanno reso possibile la partecipazione della Basilicata alla cerimonia.

“Desidero esprimere la mia gratitudine al Comandante della Regione Carabinieri Forestale “Basilicata”, Colonnello Maria Gabriella Martino, per la preziosa collaborazione e la costante disponibilità che hanno accompagnato il percorso di preparazione di questa importante celebrazione.

Un sentito ringraziamento va, inoltre, all’Ufficio Foreste del Dipartimento Politiche Agricole della Regione Basilicata, che con professionalità, competenza e grande impegno ha curato ogni dettaglio organizzativo della partecipazione istituzionale lucana.

Un grazie anche all’Associazione Regionale Cuochi della Basilicata, che ha saputo valorizzare, nel momento conviviale, la qualità delle nostre produzioni e l’ospitalità della nostra terra.

Quella di Vallombrosa è una celebrazione religiosa: è una tradizione che rinnova il legame tra l’uomo, la natura e le istituzioni, e un impegno che la Basilicata onora custodendo ogni giorno, con responsabilità, i propri boschi”.