“La Basilicata affronta una fase economica particolarmente delicata.
La nuova accelerazione dell’inflazione registrata dall’Istat (+2,7% su base annua) si innesta su un contesto regionale già segnato da redditi più bassi della media nazionale, consumi in contrazione e un mercato del lavoro fragile.
La decisione del Governo di ridurre anticipatamente il taglio delle accise sul gasolio arriva nel momento peggiore.
In Basilicata, dove l’auto privata è spesso l’unico mezzo per raggiungere lavoro, servizi sanitari, scuole e uffici pubblici, questa scelta si traduce in un aggravio immediato e inevitabile.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le ricadute del caro-conflitto pesano già 1.225,90 euro annui per famiglia.
La riduzione del taglio delle accise aggiunge altri 84,60 euro di costi stimati.
Per una regione dove il reddito medio pro capite è inferiore di oltre 3.000 euro rispetto alla media italiana, questo incremento pesa proporzionalmente di più.
Come Federconsumatori rileviamo tre fronti di criticità che nella nostra regione assumono un’intensità maggiore:
1. Carrello della spesa più caro e consumi in calo, le famiglie lucane stanno già modificando abitudini e priorità: meno prodotti freschi, meno carne e pesce, rinuncia ai beni non essenziali.
La Basilicata registra da mesi una contrazione dei consumi superiore alla media nazionale.
2. Salari reali in diminuzione: Con un’inflazione al 2,7%, uno stipendio invariato vale il 2,7% in meno.
In una regione dove la quota di lavoratori con contratti precari o part-time involontari è elevata, l’effetto è ancora più marcato.
3. Risparmio eroso e liquidità ferma: Con un’inflazione al 2,7%, 10.000 euro fermi perdono circa 270 euro di valore reale in un anno».
In Basilicata, dove molte famiglie conservano liquidità sui conti correnti come forma di sicurezza, l’erosione del risparmio è un rischio concreto e sottovalutato.
Per sostenere famiglie e imprese è bene intervenire reperendo risorse attraverso:
- Tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche e di altri settori che stanno beneficiando delle tensioni internazionali.
- Lotta strutturale all’evasione fiscale, che sottrae risorse decisive alla collettività.
- Aumento della tassazione sulle grandi transazioni finanziarie.
- Prosecuzione del taglio delle accise, non come misura spot, ma attraverso una riforma strutturale che scorpori l’IVA dalle accise. Sostegni mirati alle regioni a reddito più basso, come la Basilicata, dove l’impatto dell’inflazione è più forte.
Per proteggere il potere d’acquisto dei cittadini lucani, Federconsumatori Basilicata chiede:
- Maggiore vigilanza sui prezzi, soprattutto energia, carburanti e alimentari.
- Trasparenza nelle filiere, per evitare speculazioni e rincari ingiustificati.
- Rafforzamento dei controlli nei mercati rionali e nella grande distribuzione.
- Educazione finanziaria diffusa, per tutelare il risparmio delle famiglie.
- Sostegni mirati alle fasce più fragili, particolarmente numerose in Basilicata.
- Politiche di welfare regionali e nazionali capaci di contrastare l’erosione del potere d’acquisto.
- Interventi strutturali sui trasporti, per ridurre la dipendenza dal mezzo privato e contenere l’impatto del caro-carburanti”.


































