“Le piogge e le nevicate di queste settimane hanno restituito alla Basilicata invasi finalmente in condizioni di maggiore sicurezza, con livelli in alcuni casi superiori a quelli dello scorso anno.
Una buona notizia, senza dubbio.
Ma proprio perché oggi c’è più acqua, questo è il momento più serio e responsabile per affrontare il governo della risorsa idrica nel modo più utile, fuori dalla logica dell’emergenza, dentro quella della programmazione.
Da tempo sosteniamo che la gestione dell’acqua non può continuare a basarsi su soluzioni tampone, attivate solo quando i livelli scendono sotto le soglie critiche come negli ultimi due anni.
Oggi la Basilicata ha semplicemente guadagnato tempo grazie a condizioni meteorologiche favorevoli.
Tempo prezioso che ora va trasformato in scelte strutturali.
Per questo, accanto alle dichiarazioni di soddisfazione per il recupero degli invasi del Camastra, di Monte Cotugno e del Pertusillo, è indispensabile aprire subito una fase operativa fondata su alcuni punti concreti e non più rinviabili.
Il primo riguarda l’approvazione della legge istitutiva dell’Osservatorio regionale sull’acqua, che da tempo chiediamo e che continua inspiegabilmente a restare ferma.
Uno strumento indispensabile per monitorare in modo trasparente, partecipato e permanente disponibilità, usi, criticità e scenari futuri della risorsa idrica, sottraendo le decisioni all’improvvisazione e restituendo alla Regione una capacità di governo fondata su dati e analisi.
In secondo luogo, occorre accelerare davvero sulle interconnessioni tra invasi e schemi idrici, rendendo strutturale e omogenea la disponibilità dell’acqua sull’intero territorio regionale, superando le disuguaglianze tra aree e riducendo la dipendenza da singole fonti.
Terzo punto, un piano straordinario di riduzione delle perdite di rete, che continuano a rappresentare una delle principali emergenze silenziose del sistema idrico lucano.
L’acqua che oggi abbiamo non può continuare a disperdersi lungo infrastrutture obsolete.
A questo piano va affiancata la convocazione di una Conferenza regionale sull’acqua, che metta attorno allo stesso tavolo Regione, enti gestori, consorzi, Comuni e rappresentanze del mondo agricolo e imprenditoriale e dei consumatori, con l’obiettivo di fare fronte comune e definire una posizione unitaria e autorevole della Basilicata.
Una posizione che la Regione deve saper portare con forza anche sul piano nazionale, a partire dal rapporto con Acque del Sud, che oggi rappresenta un nodo strutturale irrisolto nella governance della risorsa.
Serve chiarezza su responsabilità, investimenti, priorità e tempi, perché la Basilicata non può continuare a subire scelte calate dall’alto o ritardi che incidono direttamente sulla sicurezza idrica dei territori.
Infine, serve una programmazione chiara e condivisa degli usi della risorsa, che tuteli il diritto all’acqua potabile, garantisca certezze al mondo agricolo e sostenga lo sviluppo produttivo, evitando conflitti e decisioni prese all’ultimo minuto.
Lo ribadiamo con chiarezza: governare l’acqua quando manca è segno di debolezza politica; governarla quando c’è è segno di visione.
Oggi non siamo chiamati a celebrare una normalità momentanea, ma ad assumerci la responsabilità di renderla stabile.
Se davvero il 2026 deve essere l’anno della svolta, allora questo è il tempo delle decisioni.
Perché l’acqua che oggi riempie gli invasi non diventi domani l’ennesima occasione mancata“.
Così il Consigliere regionale della Basilicata, Roberto Cifarelli.

































