“I dati sulla mobilità sanitaria che emergono dalle più recenti analisi nazionali e dal dibattito pubblico non possono e non devono essere elusi.
La Basilicata, come molte altre regioni del Mezzogiorno, registra un saldo negativo legato alla mobilità passiva: cittadini che scelgono o sono indotti a curarsi fuori regione, con un impatto economico e sociale rilevante.
Si tratta di un dato reale e strutturale, che va riconosciuto con responsabilità istituzionale e collocato nel corretto contesto.
La mobilità sanitaria non è un’anomalia lucana né un fenomeno recente ma una dinamica nazionale consolidata, che interessa in particolare il Sud Italia e riflette differenze storiche nell’offerta, nell’organizzazione, nelle dotazioni tecnologiche e nei tempi di risposta dei sistemi sanitari regionali.
In questo quadro, la Regione Basilicata sta affrontando il tema con determinazione, assumendo la mobilità passiva come un indicatore di criticità ma anche come uno strumento di governo utile a orientare le scelte programmatiche.
Proprio per questo, da tempo sono state avviate azioni mirate a contenerne gli effetti e a rafforzare progressivamente il sistema sanitario regionale.
I dati più recenti mostrano i primi segnali di miglioramento.
Nel 2024 il saldo complessivo della mobilità registra un recupero di oltre 1 milione di euro rispetto al 2023: incremento della mobilità attiva di 2,37 milioni di euro a fronte di un aumento della mobilità passiva pari a circa 1,3 milioni di euro.
Un dato che indica una capacità crescente del sistema sanitario lucano di attrarre prestazioni e trattenere valore.
Di fatti, l’incremento della mobilità passiva registrato nel biennio 2022–2023 va letto anche come effetto fisiologico della fase post-Covid, che ha determinato un aumento complessivo di oltre 22 milioni di euro.
Dal 2024 si osserva invece un’inversione di tendenza: le misure di contenimento avviate, insieme al rafforzamento della mobilità attiva, stanno producendo risultati concreti e rappresentano un importante segnale di tenuta del sistema sanitario lucano.
Un elemento importante ai fini del contenimento della mobilità passiva è inoltre, rappresentato dalla recente sottoscrizione dell’accordo di cooperazione sanitaria con la Regione Puglia, valido per il periodo 2025–2028, che disciplina in modo strutturato la mobilità interregionale per l’assistenza ospedaliera e specialistica, definendo regole chiare in termini di appropriatezza, volumi e sostenibilità economica.
L’obiettivo è governare i flussi, evitando fenomeni non controllati e garantendo trasparenza nei rapporti tra sistemi sanitari.
Parallelamente, la Regione è intervenuta sul fronte della produzione, destinando risorse aggiuntive per incrementare i volumi di prestazioni, anche attraverso il coinvolgimento del privato accreditato e contrattualizzato e per sostenere l’attività delle aziende sanitarie pubbliche.
Sono inoltre in corso investimenti per il rafforzamento strutturale della capacità diagnostica e assistenziale, con l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche e delle infrastrutture e una nuova programmazione dei fabbisogni di personale, attraverso piani assunzionali pluriennali orientati a rafforzare stabilmente gli organici.
Queste azioni confluiscono nella nuova programmazione sanitaria regionale, che guarda al 2026 come a una fase di consolidamento, basata su dati, priorità e sostenibilità.
L’obiettivo è migliorare la qualità dell’assistenza per i cittadini lucani e ridurre, nel tempo, le cause della mobilità fuori regione”.
È quanto dichiara l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico.

































