Oggi la città di Venosa è più silenziosa.
È un silenzio che parla al cuore, che unisce, che racconta il dolore di una comunità intera per la perdita del suo amato Orso.
“Orso non era “solo” un cane”.
Così l’Amministrazione che scrive:
“Era presenza, era compagnia, era un’anima buona che apparteneva a tutti.
Era la fedeltà fatta vita, uno sguardo capace di accogliere senza chiedere nulla in cambio.
Chiunque abbia attraversato le vie della nostra città lo ha incontrato almeno una volta.
E chi lo ha incontrato, lo ha amato.
Orso sapeva ricambiare quell’amore con una dolcezza rara: accompagnava i visitatori, guidava gli stranieri tra le strade di Venosa, come un custode silenzioso e gentile della nostra storia e della nostra identità.
Erano tante le mani che lo accarezzavano e ancora di più i cuori che, in fondo, lo avevano adottato.
Non possiamo non ricordare con profonda gratitudine chi si è preso cura di lui ogni giorno, con dedizione e amore:
Cenzina, la donna che sapeva parlare agli animali, dal cuore grande, che non gli ha mai fatto mancare affetto e nutrimento.
E un grazie sincero va anche a tutti coloro che, insieme alla Lega del Cane, hanno contribuito a donargli una vita dignitosa e piena di amore.
Oggi perdiamo un simbolo.
Un’icona della nostra Venosa oraziana.
Ma ciò che Orso ha rappresentato resterà vivo in ciascuno di noi: il senso di comunità, la cura, la gentilezza, la capacità di amare senza condizioni.
Ciao Orso.
Continuerai a camminare nelle nostre strade, nei nostri ricordi, nei nostri cuori!.

































