“Su Stellantis e il suo indotto serve un nuovo Patto per Melfi”. I dettagli

“In queste settimane, nell’area industriale di San Nicola di Melfi, stanno accadendo molte cose.

Alcune erano prevedibili, altre meno, ma tutte rientrano nella logica di un percorso che guarda non solo a ciò che è stato, ma soprattutto a ciò che sarà”.

Così Marco Lomio, segretario generale della UILM Basilicata, interviene sul futuro di Stellantis e del suo indotto, richiamando tutti – istituzioni, impresa e forze sociali – a un confronto serio e concreto, lontano da polemiche e facili populismi.

Afferma Lomio:

“Non è mia abitudine fare polemiche perché credo che al centro di ogni ragionamento debbano esserci i problemi da risolvere, non le divisioni da alimentare.

Nella nostra azione sindacale abbiamo sempre scelto la strada più difficile, quella del merito e del lavoro concreto, e non quella dei “like” o dell’apparenza”.

Dal 2020, la UILM Basilicata ha portato avanti una linea di responsabilità e di proposta, convocando tutta la politica – di destra e di sinistra – per affrontare il tema della transizione industriale:

“spiegando in tempi non sospetti che se mal gestita avrebbe potuto produrre disastri in uno dei settori più strategici della nostra regione.

Abbiamo scioperato, lottato, portato le nostre istanze fino a Bruxelles, chiedendo e ottenendo un cambio di rotta in Stellantis, anche attraverso un rinnovamento del management.

Oggi si apre una fase nuova che valuteremo nei fatti e non negli annunci, partendo dalla salita produttiva dei nuovi modelli che dovrà concretizzare il rilancio dello stabilimento e dare prospettive certe all’indotto.

La transizione non può essere solo verso l’elettrico.

Deve essere una transizione del lavoro e per i lavoratori.

Già nel 2020 proponemmo il Patto di Melfi, che oggi può e deve diventare lo strumento per garantire stabilità e nuove opportunità alle aziende dell’indotto.

Alcune stanno perdendo commesse o asset strategici, ma altre occasioni possono e devono essere colte, dentro un percorso condiviso e concreto.

Quando parliamo di futuro produttivo, dobbiamo ricordare che sono fondamentali i volumi.

E i volumi non dipendono solo dalle scelte delle case automobilistiche: in gran parte sono legati all’andamento del mercato.

Qui si apre una questione enorme, quella dell’accessibilità futura alla mobilità, che deve restare un diritto per tutti.

Perché questo accada, occorre immaginare nuove formule nella rete di vendita e, più in generale, una nuova cultura dell’auto: dall’idea dell’acquisto a quella del possesso.

Un possesso che deve essere reso sostenibile attraverso interventi del Governo non solo con incentivi tradizionali, ma anche permettendo la detrazione o deduzione dei costi legati alle nuove forme di utilizzo, come il leasing sociale.

E c’è un altro punto che non possiamo ignorare: i lavoratori, ancora una volta, stanno mettendo l’anima per tenere insieme il sistema.

Ma dobbiamo dirci la verità: le politiche europee che hanno accompagnato il Green Deal – votate e sostenute da forze politiche che oggi parlano nei luoghi di lavoro come se non avessero responsabilità – hanno prodotto conseguenze pesantissime.

Siamo tutti ambientalisti e vogliamo salvare il pianeta, ma servono tempi e modi giusti: non si possono distruggere asset industriali né far pagare ai lavoratori l’impatto di scelte sbagliate“.

Lomio richiama poi le vertenze ancora aperte – Brose, PMC, Tiberina, e le aziende della logistica come FDM, LAS, LGS, SGL – ricordando come

“molti lavoratori abbiano perso il posto, mentre altri sono stati coinvolti in percorsi di formazione per nuovi mestieri, grazie anche al lavoro condiviso con la Regione Basilicata, che ha creduto in un modello di riconversione reale e sostenibile.

Dobbiamo essere chiari non torneremo alle 400.000 vetture prodotte: la capacità produttiva europea si è dimezzata.

Le uscite volontarie hanno evitato disastri sociali e gli ammortizzatori legati all’area di crisi complessa sono strumenti utili, ma manca ancora il pezzo dell’industrializzazione, quello che dobbiamo costruire insieme.

Accanto a queste vertenze, restano aperti anche i tavoli su Marelli, Snop, Lear e Proma, tutte situazioni che stiamo e dobbiamo continuare a gestire con un governo di serietà e di merito, perché solo con una visione industriale chiara e condivisa potremo garantire futuro e lavoro a questa area”.

Per Lomio, la priorità oggi è una sola: unità e responsabilità:

“Non voglio salire sul carro di chi cerca visibilità.

Oggi serve sedersi tutti insieme, con serietà e spirito costruttivo, e remare nella stessa direzione.

Non ho la ricetta, ma credo che la UILM Basilicata abbia le idee giuste per mettere tutti attorno a un tavolo, perché in gioco non c’è la carriera di qualcuno, ma il futuro dell’intera area industriale di Melfi.

Dobbiamo salvare il lavoro e garantire prospettive vere ai nostri figli e alle nuove generazioni che vogliono restare in Basilicata e costruire qui il loro futuro con un lavoro dignitoso e stabile. È questa la sfida che dobbiamo vincere tutti insieme”.