Dopo un 2025 nero la produzione di Stellantis Italia nel primo trimestre del 2026 è in crescita: aumentano del 9,5% a 120.366 i veicoli e del 22% le auto grazie ai nuovi modelli.
Tra gli stabilimenti solo Cassino continua a perdere volumi anche rispetto al 2025 (-37,4%).
Lo dice il Report della Fim Cisl, illustrato dal segretario generale Ferdinando Uliano.
La previsione della Fim per il 2026 è una produzione intorno a 500 mila veicoli con le auto oltre quota 300 mila, volumi vicini a quelli del 2023, ma dipenderà “in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi sul mercato”.
La produzione è in crescita a Melfi (+92,5%), Mirafiori (+42,4%), Pomigliano (+6,7%) e Modena (+583%).
Lo stabilimento Sevel, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 46.525 unità, pari al 39% della produzione italiana), registra una flessione del 5,8% rispetto al primo trimestre 2025, dovuta all’adeguamento della capacità produttiva – spiega la Fim Cisl – legato alla nuova verniciatura.
Il 2026 dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della Ds8.
Nel corso dell’anno si aggiungeranno anche le nuove produzioni di Ds7 e Lancia Gamma.
Ha sottolineato Uliano:
“La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi, durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto alle 751.384 unità del 2023, a fronte dell’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli, con quasi la metà della forza lavoro del gruppo coinvolta in ammortizzatori sociali.
Sul piano occupazionale per il 2026, fatta eccezione per Cassino, secondo la Fim, è prevedibile “una riduzione sensibile dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e in alcuni casi una crescita occupazionale con nuovi inserimenti.
In una prima fase saranno in forma temporanea, ma dovranno essere trasformati in breve tempo in contratti stabili”.

































