Sanità in Basilicata: “Non devono essere sminuiti gli ospedali periferici. Penso a Venosa, a Pescopagano”. A dirlo…

“Alla vigilia del prossimo Consiglio regionale in cui si discuterà della situazione della sanità in Basilicata e nel contesto del dibattito che si è sviluppato, non solo politico, ma che ha coinvolto, giustamente, gran parte della comunità lucana, sono convinto che un importante parte del cambiamento che abbiamo garantito ai lucani, non può prescindere dalla riorganizzazione del sistema sanitario della nostra regione”.

È quanto afferma il consigliere regionale di Idea, Vincenzo Baldassarre, che continua sottolineando come:

“in questo ambito un ruolo determinante deve essere svolto dalla riorganizzazione del ruolo, delle funzioni e dalla mission degli ospedali presenti sul nostro territorio.

Ad iniziare dall’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, per la quale crediamo che per la sua centralità, per la sua grandezza, per i suoi numeri e per la sua storia, deve essere il nosocomio di riferimento dell’intera regione, elevandosi a policlinico di carattere universitario, insieme all’apertura della facoltà di medicina presso l’Università di Basilicata.

Ed insieme al San Carlo, l’Ospedale Madonna delle Grazie, che deve essere il centro di riferimento per la Provincia di Matera.

Ma nell’insieme della riorganizzazione non possono e non devono essere sminuiti e sottovalutati gli ospedali periferici, il cui ruolo e le cui funzioni non sono solo sanitarie, ma hanno importati risvolti anche sociali da non sottovalutare.

Ma questi ospedali per avere un senso e per continuare nella loro operatività, devono avere una loro specifica caratterizzazione scientifico – sanitaria – assistenziale, oltre naturalmente a fornire il servizio di pronto soccorso ed emergenziale.

Penso, per esempio, al reparto di oculistica dell’Ospedale di Venosa, al reparto riabilitativo di Pescopagano, al centro per la cura dei disturbi alimentari di Chiaromonte, o ad un centro per la cura delle malattie respiratorie dell’ospedale di Villa D’Agri, e così via.

Inoltre, in considerazione degli aspetti climatici e morfologici che caratterizzano la nostra regione ed a causa dell’insufficienza e dello stato della rete infrastrutturale, che difficilmente consente rapidi, facili e comodi spostamenti, deve essere migliorato e potenziato il sevizio del 118 -emergenza, per far sì che, nei tanti casi di estrema gravità, si possano raggiungere con celerità gli ospedali di Potenza e Matera da ogni angolo della regione.

Un discorso circostanziato va fatto per gli ospedali che si dedicano alla cura delle malattie tumorali.

Il Crob di Rionero è nato per avere la funzione di centro di ‘ Riferimento’ oncologico regionale (lo dice il nome).

Negli anni è stato elevato ad istituto scientifico di ricovero e cura di livello ‘Nazionale’(Irccs).

Perdere questo importante traguardo raggiunto dal Crob di Rionero, sarebbe molto grave dal punto di vista sociale, scientifico ed anche economico.

Il problema dell’ospedale del Vulture è che negli anni, per scelte politiche sbagliate, è stato svuotato nelle sue unità operative e nelle sue risorse che operano nella ricerca: basti pensare alla esiguità del numero di ricercatori presenti.

Ora è opportuno perseguire il percorso intrapreso, e cioè restituire al Crob la sua funzione originaria, cioè quella di hub regionale della oncologia, fungendo da centro di riferimento e coordinamento tra Rionero, Potenza e Matera, restituendogli le funzionalità delle unità operative, e adoperandosi in ogni modo per mantenere lo status di Irccs, ad iniziare dall’aumento dei ricercatori.

Per quanto ci riguarda gli ospedali si aprono, non si chiudono, ma conferendo loro una specificità. Perché un ospedale ha una funzione sociale e civile.

Per concludere, la sanità ha risvolti determinati sulla vita sociale e sul futuro della nostra comunità; la riorganizzazione del sistema sanitario deve essere al centro delle politiche del governo regionale e per tale motivo deve coinvolgere l’intero Consiglio regionale ed i suoi rappresentati.

All’interno del Consiglio deve aprirsi un dibattito libero, leale, e che guardi solo ed esclusivamente al bene della comunità lucana e di quanti vorranno venire a curarsi nella nostra regione; si devono saper cogliere le idee e i propositi di tutte le forze politiche alle quali i lucani hanno affidato il nuovo corso della nostra regione: per migliorare, progredire e offrire ai lucani una vita più sicura”.

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