RIONERO, STASERA IL GIORNALISTA DEL FATTO QUOTIDIANO ANTONELLO CAPORALE PRESENTERÀ IL SUO LIBRO “ACQUA DA TUTTE LE PARTI”

Questa sera a Rionero in Vulture, alle ore 19,00 presso la Biblioteca Palazzo “G. Fortunato”, Antonello Caporale, storica firma del giornalismo italiano, presenterà il suo nuovo libro “Acqua da tutte le parti. Viaggio in 102 paesi e città dell’Italia che fiorisce o sparisce”.

L’introduzione sarà affidata a Tiziano Zucale, Presidente Associazione onlus “14 Giugno”.

Interverranno, oltre all’autore, il deputato Antonio Placido, e il dottore in sociologia Giovanni Perretta.

Caporale si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno, a Roma ha conseguito un master in giornalismo e comunicazioni di massa.

Dopo un periodo a l’Unità, dal 1989 ha lavorato a Repubblica, e dopo anni importanti all’interno del giornale si è trasferito presso Il Fatto Quotidiano di cui è caporedattore.

A proposito del suo ultimo libro, un viaggio nell’Italia che non ti aspetti, Caporale ha dichiarato:

“L’Italia è lunga e stretta. Se sei sull’Aurelia e scendi verso sud, il mare ti accompagna a destra; se invece guidi lungo l’Adriatico, l’acqua occhieggia da sinistra.

Ma per guardare l’Italia bisogna dare quasi sempre le spalle al mare e rivolgersi verso l’interno. Per tre anni, ogni giorno ho riversato nel taccuino le tracce di ogni viaggio, dettagli anche minuscoli.

Il bottino che stipavo era tutto ciò che non aveva possibilità di comparire sul mio giornale, una montagna di informazioni minute, secondarie, accessorie, o di storie che lasciavo ai margini delle inchieste nell’attesa che, dopo tanta semina, un giorno potessero germogliare e insieme costituire l’anima di un altro racconto, di un nuovo viaggio.

Così è nato questo resoconto sull’eternità di certi luoghi e certi paesaggi italiani dove il passato non finisce mai e il futuro stenta ad arrivare.

Ci sono paesi che si raggiungono solo a piedi, come Topolò al confine con la Slovenia, e paesi senza tempo dove si fabbricano orologi, come Uscio in Liguria; paesi dove la terra finisce, come Depressa nel Salento, e paesi abitati da capre, come Craco in Lucania.

Soprattutto, ci siamo noi italiani in questo libro: una sequenza di carità e di imbrogli, di anime morte e di anime belle, di volti sorridenti e di predoni da strada. Una volta messi in fila non si sa se abbracciarli tutti oppure darsi alla fuga il più rapidamente possibile”.

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