Rionero ricorda la strage del 24 Settembre 1943: un contadino fu svegliato dalle urla di sua figlia e armandosi di fucile…

Rionero in festa per le Celebrazioni 75° Anniversario dell’Eccidio nazi-fascista e Giornata dello Statuto.

Corre l’anno 2018 e sono trascorsi esattamente 75 anni dall’eccidio nazi-fascista che ha interessato la Città di Rionero in Vulture.

Tenuto conto della valenza dell’evento, l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con le sezioni locali “Combattenti e Reduci” e “A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia”, onora i caduti del 16 e del 24 Settembre 1943 e celebra la Giornata dello Statuto attraverso la presentazione di un progetto di ricerca storica e la proiezione del trailer del documentario “Rionero, settembre 1943. Cronaca di una tragedia” a cura del giornalista Giovanni Marino e di Pasquale Libutti.

Dopo anni di ricerche negli archivi italiani ed esteri, il fotogiornalista Giovanni Marino ha raccolto una quantità enorme di materiale documentale e fotografico che, tuttora, è in parte inedito.

Insieme allo studio degli atti processuali è stato ricostruita in maniera definitiva la drammatica vicenda dell’Eccidio del 24 Settembre 1943.

Secondo quanto riportato dall’enciclopedia on line Wikipedia:

“Nel pomeriggio del 24 Settembre, durante le scorrerie compiute dai nazifascisti, nei pressi del Piano delle Cantine, un contadino, Pasquale Sibilia, fu svegliato dalle urla di sua figlia e, armandosi di fucile, uscì di casa per controllare cosa stesse succedendo.

Sparò a un sergente dei paracadutisti, Donato Garofalo, che sembrava stesse rubando una gallina, e lo ferì a un braccio. Il militare rispose al fuoco e lo colpì all’inguine. Il comando tedesco, appresa la notizia, ordinò una feroce rappresaglia.

Oltre a Sibilia, i nazifascisti rastrellarono i primi civili che trovarono, risparmiando coloro in possesso della tessera del Partito Nazionale Fascista. L’esecuzione fu immediata: i militari spararono ai civili davanti ai parenti, le vittime furono sedici, comprese Sibilia.

Solamente uno di loro si salvò, Stefano De Mattia, il quale casualmente non fu colpito.

Sfuggì agli occhi dei soldati perché creduto morto (svenne al momento della fucilazione), giacendo sotto i corpi dei compaesani.

I tedeschi lasciarono il paese il giorno seguente, a seguito dell’avanzata delle truppe canadesi in arrivo dalla Calabria. Dopo la liberazione da parte degli alleati, il comandante della guardia municipale e i paracadutisti italiani furono processati e successivamente assolti”.

Il linguaggio audiovisivo del documentario proiettato a Rionero attualizza la memoria storica dell’evento, lo rende immediato ed accessibile a tutti, consente la visione di documenti storici ritrovati presso gli Archivi dello Stato, gli Archivi Alleati, e nelle cronache militari e giornalistiche dell’epoca.

Il documentario consente di inserire, inoltre, le testimonianze degli ultimi testimoni oculari e dei parenti delle vittime, fermando nel tempo la realtà, la voce ed i volti.

A tale scopo sono state effettuate molte interviste, quali dirette ed efficaci testimonianze degli eventi.

Ecco il programma di oggi:

  • ore 09:30 Chiesa Madre Celebrazione Santa Messa;
  • ore 10:30 Chiesa Madre Avvio Corteo;
  • ore 11:00 Sacrario Largo dell’Eccidio Deposizione corona.

Interventi:

  • Luigi DI TORO – Sindaco del Comune di Rionero in Vulture;
  • Rossella BRENNA – Presidente del Consiglio Comunale di Rionero in Vulture;
  • Michele PINTO – Commissario Straordinario sez. Combattenti e Reduci di Rionero in Vulture;
  • Giovanna BOCHICCHIO – Presidente sez. ANPI di Rionero in Vulture.

Ore 17:00 – Palazzo “G. Fortunato” – Sala Nino Calice (ex scuderie):

  • Presentazione del Progetto di ricerca storica e proiezione del trailer del documentario “Rionero, Settembre 1943. Cronaca di una tragedia” di Giovanni Marino e Pasquale Libutti.

 Interventi:

  • Luigi DI TORO – Sindaco del Comune di Rionero in Vulture;
  • Vito SANTARSIERO – Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata;
  • Giovanni MARINO e Pasquale LIBUTTI – Ideatori del progetto.

Per i rioneresi questa data rappresenta una ferita sempre aperta che sanguina quando si pensa a tutti e 18 gli innocenti morti trucidati quel maledetto Settembre del 1943.

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