Rionero: questa scuola non si ferma e apre le porte ai nuovi studenti! I dettagli

Il giovane scrittore Alessandro D’Avenia in un suo recente libro fa capire che la scuola è il palcoscenico ideale dove poter esercitare la Ribellezza, ossia una forma di ribellione basata sulla Bellezza, una bellezza che sfida anche le situazioni più disastrose.

Anche quest’anno così particolare, dove il provvisorio e la sensazione di tempo sospeso la fanno da padroni, è bello raccontare di una scuola fatta di gente che vuole caparbiamente comunicare a tutti la gioia di apprendere, di conoscere, di imparare e di aprirsi al futuro, nonostante tutto.

E’ una scuola i cui docenti ed educatori accompagnano amorevolmente le giovani generazioni nella costruzione ed attraversamento di sentieri di fiducia, speranza, ottimismo insegnando loro a tener lontano i fantasmi della paura, dell’isolamento e della mancanza di relazioni a cui questa pandemia vorrebbe farci abituare.

E’ questa l’idea di scuola promossa e fortemente voluta dall’Istituto comprensivo Ex Circolo Didattico di Rionero (PZ), guidato con amorevolezza e tenacia dalla Dirigente scolastica prof.ssa Tania Lacriola, nelle giornate di Open day celebrate di recente (in modalità telematica) dalla storica istituzione scolastica rionerese che hanno visto il coinvolgimento e la partecipazione – a distanza- dei genitori e dei docenti, appunto, dei tre ordini di scuola.

I video presentati contenenti balli, canti, esecuzioni musicali e letture a tema dei piccoli e giovani studenti protagonisti delle molteplici attività promosse annualmente dall’istituto in questione hanno aiutato tutti a riflettere sulla grande responsabilità civile e sociale rappresentata dalla Scuola che, pur in un momento epocale come quello che stiamo attraversando, ha il dovere di non fermare la propria corsa, di reinventarsi e adattarsi ai tempi anche tendendo la mano alle innovazioni tecnologiche ma conservando intatta la propria natura di agenzia che dispensa cultura, saperi, libertà e… futuro.

Quest’anno c’è in tutti gli operatori scolastici ancora maggior consapevolezza che “nell’arte di educare avviene come nella semina in cui il frutto non è garantito né immediato ma che se non si semina non ci sarà raccolto”; dunque ancor di più traspare l’autorevolezza di chi opera a vario titolo nel suddetto istituto nel veicolare conoscenze e regole (in molteplici e innovative modalità) ma sempre con leggerezza, col sorriso sulle labbra e con un innato istinto di festa.

Ecco che in questa scuola, in cui le mura (anche quelle virtuali) continuano ad essere sorrette in primo luogo dalle persone che la vivono quotidianamente e per essa faticano, chi si avvicina ha chiara la percezione di trovarsi al cospetto di una grande famiglia pronta a dispensare fiducia e speranze e a formare con passione immutata le coscienze resilienti e rese forti di tutti i cittadini che rappresentano il nostro futuro a livello cittadino e nazionale.a
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